algoritmo google marzo 2018

Dove sta andando Google?

Qualche settimana fa, Google ha annunciato dei cambiamenti. I più attenti si saranno già accorti della modifica all’algoritmo che ha gettato nel panico gli addetti ai lavori. Alcuni siti stavano perdendo posizioni in serp, apparentemente senza motivo. Non succede a tutti i siti, ma solo ad alcuni. Anche a quelli che nel tempo hanno mantenuto costante il loro posizionamento, d’un tratto perdono posizioni in Serp. Quale penalizzazione può portare al declassamento di un sito che fino al giorno prima godeva di ottima salute?
Possiamo solo fare supposizioni. Sappiamo infatti che nessuno a parte Google conosce esattamente il funzionamento dell’algoritmo.
Sappiamo però che il motore di ricerca lo modifica costantemente e lo conferma:
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Ma se non possiamo prevedere esattamente come questo impatti sulle strategie di web marketing già avviate, possiamo almeno partire da un punto fermo: “Content is the king” resta il cavallo di battaglia per ogni buona strategia di web marketing.
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Per sapere cosa succederà e come fare a risolvere il problema della perdita di posizioni in Serp, possiamo solo testare e raccogliere nuovi dati. Nel frattempo concentriamoci sulla seconda novità. Passato più in sordina, questo esperimento di Google apre di certo scenari inediti sia per chi si occupa di Seo sia per le aziende che decidono di investire sul posizionamento, organico e a pagamento.

La Serp che non c’è

La seconda novità riguarda la Serp, ovvero le pagine dei risultati che Google ci mostra ogni volta che cerchiamo qualcosa digitando una parola o frase nella barra di ricerca.
Se ad esempio domandiamo “che ora è” oppure cerchiamo il risultato di “2 + 2” quello che succede ora è che Google ci mostrerà una sola risposta secca.
Ma allora che fine hanno fatto tutti gli altri risultati della serp?
Ce lo dice Google attraverso la voce di Danny Sullivan che in risposta a una conversazione su twitter ha detto:
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La novità però non riguarda tutte le domande, se cerchiamo ad esempio “a che ora tramonta il sole a Fano” tutto torna alla normalità, la Serp continua ad esserci.
Ma allora che succede? Perché questo cambiamento?

Annunci a pagamento

Da sempre Google per monetizzare si affida ad Adwords, che le aziende usano per raggiungere i primi posti della Serp ed essere più visibili nelle ricerche degli utenti.
Nel tempo l’aspetto degli annunci è cambiato, prima dell’ultima modifica ad esempio, gli annunci erano evidenziati con il colore giallo e si differenziavano visivamente dai contenuti organici (non a pagamento).
Come si presentano oggi gli annunci pubblicitari? Oggi l’unico elemento che ci aiuta a riconoscerli è la sigla Ann. dello stesso colore del link. Per l’utente, quindi è sempre meno evidente la distinzione tra risultati organici e sponsorizzazioni.
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Se colleghiamo questo fatto con le abitudini degli utenti, che usano sempre più lo smartphone per le ricerche, hanno poco tempo per reperire le informazioni e sono sempre più rapidi nella navigazione, può venirci il dubbio che Google in certo senso ci stia prendendo in giro.

Amazon sempre più forte

Aggiungiamo un altro tassello al puzzle. Notizie recenti ci dicono che Google non se la stia passando benissimo, nonostante sia un’azienda in crescita, ultimamente ha delle belle gatte da pelare. Deve vedersela, infatti, con il signor Amazon che continua a crescere come conferma l’articolo del Sole 24 Ore.
Secondo Usa Today Amazon ha raggiunto il primo posto nella Top Ten dei migliori Brand Americani, una classifica dove invece Google sorprendentemente non appare.
Inoltre l’azienda di Jeffrey Preston Bezos è schizzata in testa alle classifiche di Google Trend del 2017 posizionandosi come primo sito per il commercio al dettaglio. Questo significa che Amazon è sempre più presente nella mente dei consumatori che a volte saltano a piè pari la ricerca su google per acquistare prodotti direttamente su Amazon.
Amazon tra l’altro non ha investito un dollaro in Seo, la sua strategia è stata quella di rispondere a un bisogno per primo.
Quindi, in questo scenario come potrebbe affrontare la situazione Google?

Alla ricerca del clic

Abbiamo già detto che Google monetizza grazie agli annunci: in pratica ad ogni clic l’azienda paga una certa somma di denaro a Google che incassa. Abbiamo anche visto anche come sia sempre più difficile riconoscere un annuncio sponsorizzato da un contenuto organico e ora ci troviamo per alcuni risultati una sola pagina con una risposta secca senza Serp. Infatti, il pulsante “mostra altri risultati” in realtà è un ostacolo per l’utente che dovrà cliccare sul pulsante per raggiungerla.
Tutto fa pensare che Google spingerà ancora di più sugli annunci e quella pagina bianca che non prevede la Serp dove appare un solo risultato, potrebbe essere un esperimento che va in questa direzione.
A questo punto però, ci chiediamo che fine farà la Seo? Come potranno le piccole aziende competere con i colossi che spendono grosse somme in Adwords? E che ruolo avranno i contenuti di qualità in tutto ciò?
Lasciamo aperta la domanda, continuando a seguire gli aggiornamenti e a sperimentare.

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cosa cambia nei risultati di ricerca su Google ?
Nel mese di Marzo 2018 Google ha rilasciato un nuovo algoritmo che va ad influenzare direttamente i risultati di ricerca nella serp.
Questa volta l’ algoritmo Google introduce il concetto di intelligenza artificiale laddove la risposta è monotematica.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia con l’aggiornamento dell’algoritmo di Google a Marzo:
Se ad esempio domandiamo “che ora è” oppure cerchiamo il risultato di “2 + 2” quello che succede ora è che Google ci mostrerà una sola risposta secca.

By | 2018-03-22T11:07:07+00:00 marzo 21st, 2018|Latest Articles|

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