Che cosa pagano oggi i venditori che importano negli USA?

Stato aggiornato al 31 agosto 2026. Il quadro è cambiato due volte in sei mesi, e chi si è fermato alle notizie della primavera 2025 sta ragionando su numeri che non esistono più.

  • La franchigia sotto gli 800 $ non c’è più, e ora è definitiva. Sospesa dal 29 agosto 2025 per tutti i Paesi, il 24 giugno 2026 è stata trasformata dal CBP da ordine esecutivo in regolamento permanente, e il 13 agosto 2026 ha retto il primo esame in tribunale. Ogni spedizione, anche da 30 $, vuole dichiarazione doganale completa, classificazione HTS a 10 cifre e dazio pagato.
  • Se importi dall’Unione europea: tetto del 15%, dal 1º luglio 2026. L’accordo quadro UE-USA è in vigore da quella data e fissa un’aliquota onnicomprensiva del 15% su gran parte dei beni: non si somma alla tariffa ordinaria, e i settori già a 15% o più non pagano nulla in aggiunta. ⚠️ Restano fuori acciaio e alluminio e i loro derivati, ancora fino al 50%: l’accordo prevede che scendano al 15% entro fine 2026.
  • La sovrattassa globale è scaduta il 24 luglio 2026 — e un’ora dopo è stata rimpiazzata. Il 20 febbraio 2026 la Corte Suprema ha stabilito (6 a 3) che l’IEEPA non autorizza il presidente a imporre dazi, facendo decadere quelli «reciproci». Lo stesso giorno l’amministrazione ha invocato la Section 122 del Trade Act 1974, che però ha un tetto di legge di 150 giorni: scaduti il 24 luglio, senza proroga del Congresso. Da quel momento sono entrati nuovi dazi Section 301 del 10-12,5% su prodotti di circa 80 Paesi, motivati con il lavoro forzato nelle filiere.
  • Se importi dalla Cina: intorno al 30% effettivo. Ai dazi Section 301 storici (dal 7,5% al 100% secondo la voce doganale) si è aggiunto il 12,5% del 24 luglio 2026. La tregua fra Stati Uniti e Cina è prorogata al 10 novembre 2026: è la prossima data da tenere in agenda.

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Hai pagato i dazi «reciproci» nel 2025? Potresti riaverli indietro

È la parte che quasi nessuno sta raccontando in italiano, e per un venditore che ha importato negli Stati Uniti nel 2025 non è teoria: sono soldi.

Quando il 20 febbraio 2026 la Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi imposti con l’IEEPA, ha stabilito che quelle somme sono state riscosse senza una base di legge. Chi le ha pagate può avere diritto alla restituzione. ⚠️ La sentenza però non ha deciso il «come»: la meccanica dei rimborsi è rimasta aperta ed è tornata davanti alla Court of International Trade, con procedure che si annunciano lunghe.

Che cosa serve, in pratica, per non arrivare impreparato:

  1. recuperare le entry summary (i moduli CBP 7501) delle importazioni del 2025, dallo spedizioniere o dal broker doganale;
  2. separare le voci: quanto è dazio ordinario, quanto Section 301, quanto IEEPA — solo l’ultima parte è in discussione;
  3. controllare i termini: le pratiche doganali hanno finestre di riapertura strette, e un’importazione non contestata in tempo non si recupera più;
  4. farlo dire da chi fa dogana, non da chi fa marketplace: qui serve un doganalista o un consulente doganale statunitense.

Il resto di questo articolo guarda invece avanti: che cosa cambia nei costi, nella concorrenza e nei margini di chi vende su Amazon.com importando da Europa e Cina.

Hai importato negli Stati Uniti nel 2025?

Se hai pagato i dazi poi dichiarati illegittimi, la prima cosa da fare è recuperare le entry summary dallo spedizioniere e capire quanta parte di quel dazio era IEEPA. La dogana non la facciamo noi e te lo diciamo subito — ma abbiamo lavorato su circa mille account venditore e sappiamo a chi mandarti.

Quanto pesano i dazi sul costo del venduto?

Con il quadro descritto sopra — 15% dall’Unione europea e circa 30% effettivo dalla Cina — l’impatto sui costi operativi di chi vende su Amazon.com è questo:

  • Aumento dei costi di importazione: chi importa dall’Europa si trova un 15% onnicomprensivo sul valore doganale, chi importa dalla Cina è intorno al 30% sommando Section 301 storica e il 12,5% del luglio 2026. Sono aumenti che incidono direttamente sul costo del venduto, e che con la fine della franchigia sotto gli 800 $ colpiscono anche le spedizioni piccole, che prima passavano senza dazio.
  • Impatto sulla catena di approvvigionamento (Supply Chain): I costi aggiuntivi non si limitano ai dazi diretti. Possono estendersi lungo tutta la filiera, influenzando potenzialmente i costi di logistica internazionale, trasporto interno negli USA e gestione delle scorte.
  • Effetto sulla marginalità: Con l’aumento dei costi di importazione USA, i venditori Amazon affronteranno una probabile compressione dei margini di profitto, specialmente se il mercato non permette di trasferire facilmente questi costi aggiuntivi sui prezzi finali al consumatore.

Come cambia da settore a settore

Sulla base dei dati disponibili (che possono variare), l’impatto dei dazi può differire notevolmente a seconda del settore:

  • Settore automobilistico e ricambi: Spesso colpito da dazi aggiuntivi significativi (es. 25%).
  • Prodotti alimentari: Particolarmente vulnerabili, con focus su specifiche categorie come le bevande alcoliche (che rappresentano una quota importante dell’export italiano verso gli USA). Per chi punta sull’origine italiana come argomento di vendita, la vetrina Made in Italy di Amazon è il canale che la rende riconoscibile al cliente straniero.
  • Macchinari e attrezzature: Settore chiave per l’export italiano verso gli Stati Uniti, potenzialmente soggetto a tariffe specifiche.
  • Manufatti finiti (es. moda, design): L’Italia ha una forte esposizione in questo settore (circa 19% dell’export) rispetto alla media UE, rendendolo sensibile a variazioni tariffarie.

Come cambiano gli equilibri sulla concorrenza?

L’aumento delle tariffe doganali USA modificherà gli equilibri competitivi per i venditori Amazon:

Il confronto con chi produce negli Stati Uniti

I venditori che importano da Europa e Cina si troveranno svantaggiati rispetto ai produttori statunitensi, i cui costi non sono direttamente influenzati dai dazi sull’importazione. Questo può rendere più difficile competere sul prezzo.

Chi è già dentro e chi entra adesso

  • Venditori già presenti: Potrebbero avere maggiori risorse, brand recognition e flessibilità per assorbire parte dei costi o per rinegoziare con i fornitori.
  • Nuovi entranti nel mercato USA: Affronteranno barriere all’ingresso più alte, rendendo l’avvio dell’attività su Amazon.com più costoso e rischioso.

Che cosa succede a prezzi, domanda e posizionamento

  • Aumento prezzi e calo domanda: Un inevitabile aumento dei prezzi finali per compensare i dazi potrebbe ridurre la domanda, soprattutto per prodotti sensibili al prezzo (alta elasticità).
  • Sensibilità al prezzo variabile: Prodotti di fascia alta, di nicchia o con forte brand potrebbero risentire meno dell’aumento rispetto a prodotti di massa o commodity.
  • Effetto su recensioni e ranking Amazon: Aumenti di prezzo percepiti come ingiustificati potrebbero generare recensioni negative. Un calo nelle vendite (conversion rate) può peggiorare il BSR (Best Seller Rank) e il posizionamento organico nei risultati di ricerca di Amazon.
  • Impatto sul budget pubblicitario: Margini ridotti possono limitare la capacità di investire in campagne Amazon Advertising (PPC), riducendo ulteriormente la visibilità.
I tuoi prezzi su Amazon.com reggono ancora il margine?

Con il 15% dall'Europa e circa il 30% dalla Cina il conto per ASIN è cambiato, e la franchigia sotto gli 800 dollari non copre più nemmeno le spedizioni piccole. Guardiamo insieme quali referenze stanno ancora in piedi e quali no, prima che lo dica il conto economico.

Che cosa cambia dentro Amazon: Buy Box, FBA e scorte

Utilizzare la piattaforma Amazon comporta sfide uniche in un contesto di dazi elevati:

  • Complessità gestione prezzi Amazon: Gli algoritmi di Amazon favoriscono prezzi competitivi per la Buy Box. Aumentare i prezzi per coprire i dazi può far perdere visibilità e vendite, richiedendo una strategia di pricing ancora più sofisticata (es. repricing dinamico attento ai margini).
  • Impatto sul programma FBA (Fulfillment by Amazon): I costi di importazione più elevati si sommano alle commissioni FBA (gestione, stoccaggio). Questo potrebbe rendere FBA meno conveniente per alcuni prodotti a basso margine, spingendo a valutare alternative logistiche (FBM o 3PL).
  • Gestione dell’inventario più complessa: L’incertezza sulle politiche commerciali rende difficile la pianificazione delle scorte (rischio di overstocking con costi di stoccaggio elevati o understocking con perdita di vendite).
  • Competizione intensificata: Potrebbe aumentare la concorrenza nelle categorie meno colpite dai dazi, poiché i venditori cercano alternative o diversificano il loro catalogo.

Perché lo stesso dazio non colpisce tutti allo stesso modo?

L’effetto dei dazi non è uniforme, ma varia in base alle caratteristiche del venditore:

La dimensione dell’azienda

  • Piccoli venditori: Più vulnerabili, con minore potere negoziale e capacità finanziaria di assorbire shock sui costi.
  • Venditori medi: Necessitano di una revisione strategica del pricing e della supply chain.
  • Grandi venditori: Hanno più opzioni (es. diversificazione fornitori, negoziazione volumi, potenziale delocalizzazione produttiva parziale).

Da quanti Paesi ti rifornisci

  • Venditori solo su Amazon USA: Subiscono l’impatto pieno.
  • Venditori multi-marketplace (es. EU, Canada, Messico): Possono bilanciare i rischi e compensare eventuali cali sul mercato USA.

La categoria del prodotto

  • Prodotti ad alto valore/margine: Maggiore capacità di assorbire i costi senza impattare troppo la domanda.
  • Prodotti con alta elasticità al prezzo: Rischio elevato di calo significativo della domanda all’aumentare del prezzo.
  • Prodotti unici/nicchia: Possono mantenere competitività grazie alla differenziazione, anche con prezzi più alti.

Chi rischia di più?

L’aumento dei dazi USA rappresenta una sfida notevole per i venditori Amazon che importano da UE e Cina. L’impatto appare più severo per:

  • Venditori con margini di profitto già bassi.
  • Nuovi entranti nel mercato Amazon USA.
  • Venditori in categorie molto competitive e sensibili al prezzo.
  • Venditori di prodotti facilmente sostituibili o con alta elasticità della domanda.

Tuttavia, l’entità dell’impatto dipenderà fortemente dal settore, dalla struttura aziendale e dalla capacità di implementare efficaci strategie di mitigazione dei dazi.

Vendi solo su Amazon USA?

È la condizione in cui un cambio di dazio si sente tutto, senza niente che lo compensi. Lavoriamo su 22 marketplace Amazon in quattro continenti: valutiamo se il tuo catalogo regge un secondo canale e quanto ci vuole ad aprirlo.

Che cosa si può fare, in concreto?

Ecco un elenco delle principali strategie che i venditori Amazon possono considerare:

  1. Prezzi e margini

    • Trasferimento graduale dei costi: Aumentare i prezzi finali progressivamente (es. 5-10% alla volta) per testare la reazione del mercato e non causare un crollo immediato della domanda.
    • Pricing differenziato per ASIN: Applicare aumenti mirati basati sull’elasticità della domanda e sulla concorrenza di ciascun prodotto.
    • Creazione di Bundle strategici: Combinare prodotti ad alto margine con prodotti a basso margine (o più colpiti dai dazi) per migliorare la redditività complessiva del pacchetto.
    • Ottimizzazione costi operativi interni: Cercare efficienze in altre aree (imballaggio, costi di gestione, marketing) per compensare parte dell’aumento dei dazi.
  2. Catena di fornitura e origine della merce

    • Diversificazione fornitori/produzione: Esplorare fornitori o spostare parte della produzione in paesi non soggetti (o meno soggetti) ai dazi USA (es. Messico, Canada, Sud-Est Asiatico alternativo alla Cina).
    • Utilizzo di Zone Franche (FTZ) / Depositi Doganali: Strumenti per differire o potenzialmente ridurre l’impatto dei dazi, specialmente per merci destinate anche ad altri mercati.
    • Localizzazione parziale negli USA: Valutare l’assemblaggio finale o alcune fasi di lavorazione negli Stati Uniti per modificare l’origine doganale del prodotto.
    • Partnership con produttori USA: Collaborare con aziende locali per produrre direttamente negli USA (private label o co-produzione).
  3. Riposizionare il prodotto

    • Enfasi sul “Made in Europe/Italy”: Sfruttare il valore percepito dell’origine per giustificare un prezzo premium, comunicando qualità e artigianalità.
    • Miglioramento del prodotto: Aggiungere funzionalità, migliorare la qualità o offrire servizi aggiuntivi (es. garanzie estese) per aumentare il valore percepito.
    • Focalizzazione su Nicchie Premium: Concentrarsi su segmenti di mercato meno sensibili al prezzo e più attenti alla qualità o all’unicità.
    • Innovazione: Sviluppare nuovi prodotti o versioni specificamente pensate per il mercato USA che possano comandare prezzi più alti.
  4. Lavorare sulla scheda invece che sul prezzo

    • SEO Avanzato per Listing Amazon: Rafforzare l’ottimizzazione on-page (titoli, bullet point, descrizione, keyword backend) per migliorare il ranking organico e compensare una minore competitività di prezzo.
    • Contenuti A+ e Visual: Investire in contenuti A+, immagini di alta qualità e video per migliorare il tasso di conversione nonostante prezzi potenzialmente più alti.
    • Gestione Strategica delle Recensioni: Mantenere un eccellente servizio clienti per generare recensioni positive, che aumentano la fiducia e possono giustificare un prezzo leggermente superiore.
    • Revisione Campagne Amazon Ads: Focalizzare il budget pubblicitario sui prodotti più profittevoli o meno impattati dai dazi. Ottimizzare le offerte e il targeting.
  5. Aprire canali oltre Amazon USA

    • Sviluppo E-commerce Proprietario: Creare o potenziare un proprio sito di vendita per avere maggior controllo sui prezzi e sul rapporto con i clienti.
    • Espansione su Altri Marketplace: Esplorare piattaforme alternative negli USA (es. Walmart, eBay) o in altri mercati geografici.
    • Diversificazione geografica delle vendite: Entrare o rafforzare la presenza in mercati non colpiti dai dazi (Canada, Messico, Europa, Australia, ecc.).
    • Valutazione Nuovi Modelli di Business: Esplorare opzioni come subscription box, dropshipping da fornitori locali (USA) o modelli basati sui servizi.
    • Ampliamento Catalogo Strategico: Introdurre prodotti complementari con margini migliori o provenienti da aree geografiche non soggette a dazi.
  6. Strumenti doganali e fiscali

    • Consulenza per Classificazione Doganale (HS Code): Verificare con esperti doganali se esistono classificazioni tariffarie alternative più vantaggiose per i propri prodotti.
    • Esplorazione Programmi di Esenzione/Riduzione Dazi: Informarsi su eventuali programmi governativi specifici (es. Section 301 Exclusions per dazi Cina, anche se spesso temporanei).
    • Ottimizzazione Struttura Societaria: Consultare esperti fiscali internazionali per valutare la struttura societaria più efficiente per gestire flussi commerciali e fiscalità.
  7. Che cosa impostare per il lungo periodo

    • Investimenti in Automazione/Efficienza Produttiva: Ridurre i costi di produzione all’origine per compensare l’impatto dei dazi nel tempo.
    • Valutazione Acquisizioni Strategiche negli USA: Considerare l’acquisizione di piccoli competitor o produttori locali per ottenere una base produttiva negli Stati Uniti.
    • Ricerca e Sviluppo Localizzata: Creare capacità di R&D negli USA per sviluppare prodotti specifici per quel mercato, potenzialmente producibili localmente.
    • Trasformazione Modello di Business: Evolvere verso modelli meno dipendenti dall’importazione fisica di beni (es. software, servizi digitali, licenze).

Da dove si comincia?

L’aumento dei dazi doganali USA rappresenta indubbiamente una sfida complessa per i venditori Amazon che importano da Europa e Cina. Tuttavia, comprendendo a fondo gli impatti specifici sul proprio business e agendo in modo proattivo, è possibile mitigarne gli effetti negativi.

La soluzione non risiede in un’unica azione, ma in un mix strategico di interventi sul pricing, sulla supply chain, sul marketing e sulla diversificazione. È fondamentale analizzare la propria situazione specifica e implementare le strategie più adatte, monitorando costantemente i risultati e adattandosi alle mutevoli condizioni del mercato e delle politiche commerciali.

Se sei un venditore Amazon e stai affrontando queste sfide, potresti aver bisogno di un supporto strategico personalizzato. Contattaci  per discutere di come possiamo aiutarti a navigare questo scenario complesso e a ottimizzare la tua performance su Amazon USA.

Questo articolo fa parte della nostra guida completa su come vendere su Amazon all’estero, con approfondimenti su tutti i principali marketplace internazionali.

Da dove vengono questi dati

Le tariffe e le regole riportate in questa pagina distinguono mercato europeo e mercato statunitense, perché importi, date e condizioni non coincidono. Controlla di stare leggendo la colonna del tuo mercato. Ultimo aggiornamento di questa pagina: 9 Settembre 2026.

L’ultima parola è sempre di Amazon. Le condizioni cambiano più spesso di quanto un sito riesca ad aggiornarsi: prima di decidere sui tuoi margini, verifica sulle pagine ufficiali — tariffe di vendita e tariffe di Logistica di Amazon — e nelle pagine di supporto di Seller Central, se hai già un account. Sono aggiornate più spesso di noi.

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Scritto daCofondatore · account e compliance Amazon

Adriano Linzitto si occupa in Marche Web Marketing della riattivazione degli account Amazon: ricorsi, Piani d'Azione, sospensioni e violazioni di policy, oltre agli aspetti legali e contrattuali della vendita sul marketplace. È coautore de «Il Codice Amazon».

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