Quando ci troviamo all’interno dell’Amazon Seller Central, troviamo tantissimi acronimi, che dobbiamo assolutamente conoscere per svolgere al meglio la nostra attività. In questa guida vediamo qual è la differenza tra ASIN e SKU e cosa significano FNSKU, UPC ed EAN, i codici che identificano i prodotti su Amazon

Che cos’è un ASIN, e in che cosa differisce dagli altri codici

Differenza tra ASIN e SKU, FNSKU, UPC ed EAN: i codici prodotto Amazon

ASIN

ASIN è l’acronimo di Amazon Standard Identification Number. Ogni articolo del tuo catalogo possiede il proprio ASIN univoco, perciò creando una nuova scheda nel tuo Seller account in Amazon, riceverà un nuovo codice ASIN. Ogni elemento che viene visualizzato nella ricerca, ha una propria pagina di dettaglio prodotto e un proprio ASIN.

Se un prodotto ha delle varianti, verrà assegnato un codice ASIN Amazon per ogni variante. Ad esempio, se stai vendendo un tappetino da palestra o da yoga, e vuoi aggiungere due varianti che riguardano il colore, giallo e blu, avremo tre codici ASIN differenti, uno per il colore giallo, uno per il colore blu e uno per l’articolo genitore. Vale lo stesso anche per quanto riguarda le taglie oppure le quantità, quindi se decidi di vendere un pacchetto composto da due creme ed un altro pacchetto con tre creme, ogni pacchetto avrà il proprio codice ASIN Amazon.

Per vendere un ASIN, è necessario creare un’offerta, per consentire che essa venga presentata nella pagina di dettagli del prodotto di quell’ ASIN.

Se vuoi scoprire di più sulla creazione degli ASIN, questo link può esserti utile

SKU

il codice SKU è l’acronimo di Stock Keeping Unit, si tratta di un codice che identifica il tuo prodotto. Il sistema di denominazione del tuo prodotto sarà a tua discrezione, tuttavia ti consigliamo di utilizzare uno schema per nominare i tuoi prodotti e uno SKU che abbia per te un significato chiaro, in modo tale da poter controllare le vendite del prodotto e le spese in maniera rapida e sicura. Ogni volta che viene creata una nuova offerta per un ASIN, ti verrà chiesto di inserire un codice sku univoco.

FNSKU

L’ FNSKU è un codice alfanumerico utilizzato per generare un codice a barre da inserire sul prodotto quando invii l’inventario alla Logistica di Amazon, perciò ogni SKU “Fulfilled By Amazon” che aggiungi ad Amazon avrà il proprio codice a barre FNSKU. Non è necessario utilizzare l’FNSKU su Amazon, ma è altamente consigliato. Puoi anche utilizzare il codice a barre del produttore (UPC) stampato sulla confezione del prodotto, ma questo significa che i tuoi prodotti saranno mescolati con altri venditori. Non è consigliabile utilizzare questo processo perché il tuo prodotto ben confezionato, nuovo di zecca, reale, potrebbe essere mescolato con qualche prodotto contraffatto o mal confezionato, potrebbe essere inviato a un cliente quando effettui una vendita e quindi restituito dal cliente, di conseguenza potresti ricevere una recensione negativa!

UPC SIGNIFICATO

Un UPC è un codice prodotto universale. Ogni articolo che acquisti al supermercato ne ha uno, è quello che viene scansionato al momento del pagamento. Gli UPC vengono acquistati da GS1, che detiene i diritti di distribuzione, e chiunque nel mondo cerchi il tuo UPC su qualsiasi sistema può scoprire qual è il prodotto. Ogni prodotto su Amazon, a meno che non ti sia stata concessa un’esenzione, richiede un codice GTIN: sui marketplace europei nella pratica è l’EAN a 13 cifre, negli Stati Uniti l’UPC a 12. L’esenzione si chiede quando il prodotto un codice non ce l’ha e non deve averlo — per esempio un articolo fatto a mano o un ricambio.

EAN SIGNIFICATO

EAN è l’acronimo di European Article Number ed è la versione europea del codice a barre UPC: 13 cifre invece di 12, ed è il formato che si usa normalmente sui marketplace europei di Amazon. Se il nostro articolo non lo possiede possiamo acquistare un codice ean per Amazon riconosciuto ufficialmente nel mercato da gs1.org

Scopri il significato degli acronimi del venditore Amazon 

  1. ASIN = numero di identificazione standard Amazon
  2. ASP = prezzo medio di vendita
  3. ATOP = al momento della pubblicazione (at time of posting)
  4. AMZ = Amazon
  5. B&M = negozio fisico (brick and mortar)
  6. BOLO = prodotto da tenere d’occhio (be on the lookout)
  7. BSR = Best Seller Rank
  8. CC = Carta di credito
  9. COGS = Costo della merce venduta
  10. DS = Dropshipping
  11. EAN = codice a barre europeo (European Article Number)
  12. FBA = Logistica di Amazon (Fulfillment by Amazon)
  13. FBM = spedizione gestita dal venditore (Fulfilled by Merchant)
  14. FNSKU = SKU rete logistica (unità di stoccaggio)
  15. FTFBA = FBA a tempo pieno
  16. GC = Gift Card
  17. GL = elenco recintato
  18. GTIN = Global Trade Item Number
  19. HTF = Difficile da trovare
  20. ISBN = International Standard Book Number
  21. LTH = mantenimento a lungo termine
  22. LTSF = tariffe di archiviazione a lungo termine
  23. MAP = prezzo minimo pubblicizzato
  24. MF = Eseguito dal commerciante
  25. MFN = Rete gestita dal commerciante
  26. MSKU = Merchant Stock Keeping Unit
  27. MSRP = prezzo al dettaglio suggerito dal produttore
  28. OA = Arbitraggio online
  29. OOS = esaurito
  30. PB = Profit Bandit
  31. PL = Private Label
  32. PM = margine di profitto
  33. Q1 = primo trimestre dell’anno
  34. Q2 = secondo trimestre dell’anno
  35. Q3 = terzo trimestre dell’anno
  36. Q4 = quarto trimestre dell’anno
  37. RA = Arbitraggio al dettaglio
  38. ROI = ritorno sull’investimento
  39. SC = Seller Central
  40. SKU = Stock Keeping Unit
  41. TA = Arbitraggio tattico
  42. UPC = Codice prodotto universale
  43. VA = Assistente virtuale

Vuoi una mano a impostare correttamente codici, catalogo e logistica del tuo account? Scopri la consulenza Amazon SPN oppure prenota una call gratuita.

Hai lo stesso prodotto caricato due volte con SKU diversi?

È l'errore che si scopre tardi: due schede per lo stesso articolo si dividono recensioni, storico e posizionamento, e unirle dopo costa molto più che farlo bene all'inizio. Mandaci il catalogo e ti diciamo dove i codici si stanno pestando i piedi.

Il tuo codice a barre è valido?

Prima di caricare un’offerta conviene controllare che il codice sia formalmente corretto. L’ultima cifra di un EAN o di un UPC non è arbitraria: è una cifra di controllo calcolata dalle altre, e serve proprio a intercettare gli errori di trascrizione. Un codice con la cifra sbagliata viene rifiutato in fase di creazione dell’offerta, e la segnalazione che si riceve raramente spiega il motivo vero.

Incolla qui il codice: lo strumento dice se è valido e, se manca l’ultima cifra, la calcola.

La cifra di controllo si calcola con l'algoritmo standard GS1: partendo da destra si sommano le cifre in posizione alternata, il risultato si moltiplica per 3, si aggiungono le rimanenti e la cifra di controllo è il numero più piccolo che porta il totale a un multiplo di 10. Alcune lunghezze sono ambigue: 12 cifre possono essere un UPC-A completo oppure un EAN-13 a cui manca la cifra di controllo. In quei casi lo strumento mostra entrambe le letture. Lo strumento indica anche l'organizzazione GS1 che ha assegnato il prefisso: attenzione, non è il paese di produzione e non è il nome dell'azienda. Per risalire al titolare del codice servono i servizi ufficiali Verified by GS1 o GEPIR.

Come funziona la cifra di controllo

L’algoritmo è quello standard definito da GS1 ed è identico per EAN-8, UPC-A, EAN-13 e GTIN-14. In cinque passaggi:

  1. partendo dalla cifra più a destra (esclusa quella di controllo), si sommano le cifre in posizione alternata;
  2. quel risultato si moltiplica per 3;
  3. si sommano tutte le altre cifre;
  4. si sommano fra loro i due risultati;
  5. la cifra di controllo è il numero più piccolo che porta il totale a un multiplo di 10.

Sull’esempio di GS1, il codice 501234567000 dà come somma 57: il multiplo di 10 successivo è 60, quindi la cifra di controllo è 3 e il codice completo è 5012345670003. Lo strumento qui sopra mostra lo stesso calcolo, passaggio per passaggio, sul codice che inserisci.

Che cosa dice il prefisso (e cosa non dice)

Le prime cifre del codice sono il prefisso GS1, e lo strumento qui sopra ti dice quale organizzazione GS1 lo ha assegnato: 800-839 è GS1 Italy, 400-440 GS1 Germany, 690-699 GS1 China, 978-979 è il cosiddetto Bookland usato per gli ISBN dei libri.

Ma attenzione: il prefisso non indica dove il prodotto è stato fabbricato. È l’equivoco più diffuso sui codici a barre, e GS1 lo smentisce in modo esplicito: «il prefisso GS1 non indica che il prodotto sia stato fabbricato in un determinato paese o da un determinato produttore; potrebbe essere stato prodotto ovunque nel mondo».

Quello che il prefisso dice davvero è quale organizzazione GS1 ha rilasciato la licenza all’azienda — di norma quella del paese in cui l’azienda l’ha richiesta, che spesso coincide con la sede legale ma non sempre. Un’azienda italiana con prefisso 800 può far produrre in Vietnam, e un prodotto fatto in Italia può avere un prefisso tedesco.

Chi usa il codice a barre per dedurre l’origine di un prodotto sta quindi leggendo un dato che non c’è. Per l’origine servono altri riferimenti: etichettatura, documentazione doganale, dichiarazioni del fornitore.

E per sapere di quale azienda è il codice?

Il numero da solo non lo dice. L’anagrafica del titolare del prefisso sta nei registri di GS1, che si interrogano con i loro servizi ufficiali: Verified by GS1 e GEPIR. Sono le uniche fonti attendibili: i siti che promettono di dirti «a chi appartiene» un codice a barre partendo solo dal numero, nella maggior parte dei casi stanno indovinando.

Un uso concreto per chi vende: se un fornitore ti propone merce con codici il cui prefisso non torna con l’azienda che dice di rappresentare, è un segnale da approfondire prima di comprare.

Le lunghezze, e perché non sono intercambiabili

EAN-88 cifre — prodotti piccoli, dove non c’è spazio per il codice esteso
UPC-A12 cifre — standard nordamericano
EAN-1313 cifre — il formato più comune in Europa
GTIN-1414 cifre — identifica gli imballaggi multipli, non il singolo pezzo

Un UPC a 12 cifre può essere rappresentato come EAN-13 anteponendo uno zero, ma GTIN-14 e EAN-13 non sono la stessa cosa: il primo identifica il cartone, il secondo l’unità di vendita. Usare l’uno al posto dell’altro genera problemi a catalogo e in magazzino.

Un errore che vediamo spesso

I codici copiati da un file del fornitore arrivano quasi sempre con lo zero iniziale perduto: un foglio di calcolo interpreta il codice come un numero e taglia lo zero davanti, trasformando un EAN-13 valido in dodici cifre che non lo sono. Se il tuo codice a barre “non funziona” e ha una cifra in meno del previsto, quasi sempre è successo questo.

La contromisura è banale ma va imposta: nei file dei fornitori la colonna dei codici va trattata come testo, mai come numero.

Aggiornamento 2026: UPC, FNSKU e Brand Registry

Novità importante dal 31 marzo 2026: per usare i codici a barre UPC del produttore nelle spedizioni FBA serve essere iscritti al Brand Registry. Chi non lo è dovrà applicare i codici FNSKU di Amazon su ogni unità inviata in FBA.

In sintesi, la differenza tra ASIN e SKU e le altre sigle: ASIN = codice prodotto Amazon · SKU = tuo codice interno · FNSKU = codice FBA Amazon · UPC/EAN = codici a barre standard del produttore.

Hai dubbi su codici, catalogo o passaggio a FBA? Parla con un esperto.

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Scritto daCEO e cofondatore di Marche Web Marketing

Luca Carboni è CEO e cofondatore di Marche Web Marketing, agenzia certificata Amazon SPN specializzata in account Seller e Vendor per PMI e brand in Italia e in Europa. Opera nel web marketing dal 2004, prima come SEO specialist: il marchio Marche Web Marketing nasce nel 2008, la società nel 2017. È coautore de "Il Codice Amazon", manuale su contratto, sospensioni, Piano d'Azione e conformità. Certificato Amazon Ads.