Vuoi inserire il tuo codice fiscale su Amazon per avere la fattura? Si fa dal tuo account Amazon, in «Il mio account» → «Gestisci informazioni IVA», e va registrato prima di ordinare.
Vendi su Amazon e devi impostare il codice IVA dei tuoi prodotti? Continua: qui si parla del Product Tax Code, il campo della scheda che decide l'aliquota applicata a quello che vendi.
Che cos’è il codice fiscale del prodotto su Amazon?
Il codice fiscale del prodotto (in Seller Central: Product Tax Code) è il campo della scheda che dice ad Amazon quale aliquota IVA applicare a quell’articolo. Non è il tuo codice fiscale né quello del cliente: è un codice che descrive la categoria merceologica ai fini dell’imposta.
Se lo lasci vuoto, Amazon non si ferma: applica l’aliquota predefinita del tuo Paese — in Italia il 22%. Per la maggior parte dei prodotti va bene. Per quelli che hanno un’aliquota ridotta — alimentari, prodotti agricoli, libri, alcuni dispositivi medici — significa vendere con un’imposta più alta del dovuto, e quindi a un prezzo più alto dei concorrenti.
Qui sotto trovi quando serve cambiarlo, come si compila senza farlo rifiutare da Amazon, e che cosa succede davvero quando l’aliquota esposta è sbagliata.
Che cosa cambia nel 2026 sulla conformità del prodotto?
La gestione codice fiscale prodotto Amazon (Product Tax Code) serve ad applicare l’IVA corretta a ogni articolo del catalogo, ma nel 2026 la conformità del prodotto su Amazon va oltre:
- GPSR (Reg. UE 2023/988): per la maggior parte dei prodotti serve un operatore/persona responsabile con sede UE, le info del produttore e le avvertenze di sicurezza in scheda. Dal 2026 l’enforcement è severo: i prodotti non conformi vengono rimossi.
- EPR (responsabilità estesa del produttore) e PPWR (imballaggi): obblighi aggiuntivi secondo categoria e mercato.
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Che cosa succede se non compili il codice fiscale del prodotto?

Niente, ed è proprio questo il problema: il prodotto va in vendita lo stesso. Amazon non blocca la pubblicazione e non segnala nulla — applica semplicemente l’aliquota predefinita del tuo Paese, che in Italia è il 22%.
Su un prodotto che l’aliquota ordinaria ce l’ha davvero, non succede niente di male. Il danno riguarda le categorie ad aliquota ridotta — alimentari, prodotti agricoli, libri, alcuni dispositivi medici — dove il 22% predefinito ti mette fuori mercato rispetto a un concorrente che il campo l’ha compilato, e sposta una sanzione sul tuo cliente con partita IVA (i dettagli più sotto).
⚠️ E c’è un momento in cui succede a tutti senza accorgersene: ogni prodotto nuovo entra con il predefinito. Chi ha sistemato il catalogo una volta e poi ha caricato altre referenze si ritrova con metà schede giuste e metà no.
Per ulteriori approfondimenti sulla comprensione delle aliquote IVA, è possibile consultare questa risorsa fornita dall’Agenzia delle Entrate.
⚠️ Le aliquote IVA cambiano, e negli ultimi anni sono cambiate in più di uno Stato membro. Il riferimento sempre aggiornato è il prospetto ufficiale delle aliquote IVA della Commissione europea: prima di fare i conti su un mercato estero, la verifica si fa lì. Qui sotto trovi il nostro prospetto di sintesi dei 27 Stati membri, utile come schema di lettura, ma fermo a luglio 2023 — non usarlo per calcolare un prezzo:
Aliquote IVA nei 27 Stati membri (nostro prospetto, luglio 2023)
La seconda tabella elenca i codici IVA prodotto (Product Tax Code) con la loro descrizione. Le sigle sono stabili nel tempo, ma anche questa è una copia del 2023: l’elenco valido per il tuo marketplace è quello nelle pagine di aiuto di Seller Central.
Codici IVA prodotto con descrizione (nostro prospetto, luglio 2023)
Quasi nessuno lo controlla dopo il primo caricamento, e intanto ogni prodotto nuovo entra con l'aliquota predefinita. Abbiamo lavorato su circa mille account venditore su 22 mercati: guardiamo il tuo catalogo e ti diciamo su quante schede il codice IVA non corrisponde al prodotto.
Come si inserisce il codice IVA del prodotto senza farlo rifiutare?
Amazon ha linee guida molto specifiche su come gestisce i codici fiscali dei prodotti. Secondo queste linee guida, “Affinché siano validi ai fini dei calcoli fiscali, tutti i codici IVA del prodotto devono essere scritti correttamente, esattamente come riportati nelle pagine di aiuto europee di Seller Central.”
Questo significa che è essenziale immettere i codici IVA del prodotto nel formato esatto come richiesto da Amazon. Qualsiasi errore di immissione, o tentativo di inserire un codice IVA del prodotto che non è valido, può portare a complicazioni. Infatti, Amazon specifica che i codici IVA del prodotto non validi non saranno presi in considerazione e, al loro posto, verranno applicati i codici predefiniti del venditore.
In pratica: un codice scritto male non produce un errore visibile. Viene semplicemente ignorato, e la scheda ricade sul predefinito — cioè si comporta come se il campo fosse vuoto. È il motivo per cui l’unico modo di sapere se è andato a buon fine è riaprire la scheda e rileggere il valore, non fidarsi del caricamento.
L’elenco dei codici validi, marketplace per marketplace, è nella pagina di aiuto di Seller Central (accessibile solo se hai un account venditore).
Che cosa si rischia con un’aliquota IVA sbagliata?
La gestione corretta del Codice Fiscale del Prodotto su Amazon non è un’operazione da prendere alla leggera. Una errata compilazione può comportare conseguenze non indifferenti sia per l’acquirente che per il venditore. Per l’acquirente, un Codice Fiscale del Prodotto errato può comportare un aggravio di spese. Questo perché se l’aliquota IVA applicata è superiore a quella dovuta, l’acquirente finirà per pagare di più per il prodotto.
Per il venditore le conseguenze cambiano a seconda della direzione dell’errore. Se applichi un’aliquota inferiore a quella dovuta, l’IVA che versi è meno di quella che avresti dovuto versare: la differenza resta a tuo carico, con gli interessi e le sanzioni previste per il versamento insufficiente.
Se invece applichi un’aliquota superiore, il danno si sposta a valle: il prezzo esposto è più alto di quello dei concorrenti a parità di prodotto, e il cliente con partita IVA che detrae quell’imposta è punito con una sanzione da 250 a 10.000 euro (art. 6, comma 6, del D.Lgs. 471/1997), di cui il venditore risponde in solido.
⚠️ Su un catalogo B2B è il modo più rapido per perdere un cliente aziendale: la sanzione arriva a lui, ma nasce da un campo compilato male nella tua scheda prodotto.
Per evitare tali rischi, è fondamentale per i venditori su Amazon avere una chiara comprensione del funzionamento del sistema di Codice Fiscale del Prodotto di Amazon e fare tutto il possibile per assicurarsi di inserire correttamente le informazioni fiscali dei propri prodotti. A tal proposito, la pagina di aiuto di Seller Central offre ulteriori dettagli su come gestire correttamente i codici fiscali dei prodotti.
Se si hanno dubbi o domande su questo aspetto, potrebbe essere utile consultare un consulente fiscale o legale per assicurarsi di rispettare tutte le normative pertinenti. Anche la lettura dell’articolo completo del DPR n. 633/1972 può fornire ulteriori dettagli.
Alimentari, prodotti agricoli, libri e alcuni dispositivi medici sono i casi in cui il 22% predefinito costa caro: prezzo fuori mercato rispetto ai concorrenti, e una sanzione che arriva al tuo cliente con partita IVA. Se hai un catalogo di questo tipo, ti offriamo una call gratuita di 30 minuti in cui ti presentiamo l’analisi del tuo account.
Amazon dice che il tuo codice fiscale non è valido?
Nella maggior parte dei casi non è il codice a essere sbagliato: è il campo. Se hai una ditta individuale, il numero di iscrizione al registro delle imprese coincide con il tuo codice fiscale, e proprio per questo quel campo va lasciato vuoto: inserendolo lì Seller Central risponde «numero non valido», perché si aspetta un numero di registro, non un codice fiscale.
Il codice fiscale va messo altrove: Impostazioni → Impostazioni fiscali → Aggiungi numero di partita IVA, si sceglie Italia come area geografica e lo si scrive nel campo Documento d’identità. È lo stesso percorso anche per chi ha una società, con la differenza che lì codice fiscale e partita IVA possono non coincidere: vanno inseriti tutti e due, ciascuno nel proprio campo.
Perché Amazon lo chiede
Non è una richiesta facoltativa. I marketplace hanno obblighi di comunicazione verso l’Agenzia delle Entrate sui venditori che operano in Italia — oggi in capo alla direttiva DAC7 — e senza il codice fiscale Amazon non può assolverli.
Che cosa succede se non lo sistemi
L’account viene temporaneamente disattivato. Non è una minaccia teorica: sul forum italiano dei venditori esistono discussioni intitolate «Conti temporaneamente disattivati per mancanza di Codice Fiscale» e «Account bloccato per mancanza codice fiscale». Le vendite si fermano finché il dato non risulta valido, e nel frattempo l’inventario resta fermo con i costi di giacenza che continuano a correre.
⚠️ Attenzione a non confondere i due codici di cui parla questa pagina. Quello che stiamo vedendo qui è il tuo codice fiscale di venditore, che riguarda l’account. Il codice fiscale del prodotto di cui parlano le sezioni sopra è un’altra cosa: sta nella singola scheda e decide l’aliquota IVA dell’articolo. Si chiamano quasi allo stesso modo e non c’entrano niente l’uno con l’altro.
È il caso in cui le vendite si fermano ma l'inventario resta a magazzino con i costi di giacenza che corrono. Rimettere il dato nel campo giusto è questione di minuti; far ripartire un account già disattivato richiede la procedura corretta. Scrivici e ti diciamo in quale dei due casi sei.
Chi se ne occupa, se non vuoi farlo tu?
Il codice IVA del prodotto si imposta una volta per ASIN, ma torna a mordere ogni volta che carichi prodotti nuovi, cambi categoria o apri un marketplace in un altro Paese, dove le aliquote sono diverse. Gli errori si accumulano lì, non al primo inserimento.
Siamo agenzia certificata Amazon SPN e lavoriamo direttamente dentro Seller Central: impostiamo i codici IVA sul catalogo che hai già, li mettiamo nel processo di caricamento dei prodotti nuovi e li teniamo allineati quando apri un mercato in più. È parte della gestione dell’account venditore, non un intervento a sé.
⛔ Quello che non facciamo è la consulenza fiscale. Stabilire quale aliquota spetti alla tua merce è una valutazione che resta al tuo commercialista: noi la applichiamo su Amazon e ci assicuriamo che il catalogo la rispecchi in tutti i mercati in cui vendi. Se un consulente non ce l’hai, ti mettiamo in contatto con i nostri partner per la fiscalità in Europa e negli Stati Uniti.
Se vendi prodotti ad aliquota ridotta e non sai dire con certezza quale codice hanno oggi le tue schede, scrivici: è un controllo che si fa sul catalogo, non a parole.
Sospensioni, performance, compliance: parlane subito con un esperto. La call di 30 minuti è gratuita.


























