Se vendi apparecchiature elettriche o elettroniche in Italia — anche solo su Amazon, anche se la tua azienda ha sede all’estero — con ogni probabilità sei un produttore agli occhi della legge italiana, e devi essere iscritto al Registro AEE prima di mettere in vendita il primo pezzo.
È un adempimento che molti venditori scoprono tardi, quando Amazon chiede il numero di registrazione o quando le offerte vengono disattivate. Questa guida spiega chi è obbligato, come ci si iscrive, quanto costa davvero e che cosa Amazon pretende di preciso. Tutti i dati riportati vengono dalle fonti ufficiali, che trovi linkate punto per punto.
Che cos’è il Registro AEE
Il Registro nazionale dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche è il registro in cui deve iscriversi chiunque immetta AEE sul mercato italiano. Serve allo Stato per verificare che chi mette in commercio queste apparecchiature contribuisca poi alla gestione dei rifiuti che ne derivano, i RAEE.
La gestione è delle Camere di commercio e il sistema telematico è registroaee.it.
Chi è obbligato a iscriversi
Secondo il sito ufficiale del Registro AEE, è considerato «produttore» — e quindi ha l’obbligo di iscrizione — chi rientra in uno di questi quattro casi:
- è stabilito in Italia e fabbrica o commercializza AEE con proprio marchio;
- rivende nel mercato nazionale con proprio marchio apparecchiature prodotte da altri (non vale se l’apparecchio reca il marchio originale del produttore);
- immette sul mercato italiano AEE provenienti da paesi terzi o da altri Stati UE, in ambito professionale;
- ha sede in un altro Stato UE o in un paese terzo e vende in Italia tramite comunicazione a distanza.
Il quarto caso è quello che riguarda più da vicino chi vende online: un’azienda estera che vende in Italia su un marketplace rientra nell’obbligo, anche senza una sede o un magazzino nel Paese.
Il secondo merita attenzione da parte di chi fa private label: se compri da un fornitore e rivendi con il tuo marchio, il produttore agli occhi della norma sei tu, non chi fabbrica.
Quando ci si iscrive: prima di iniziare, non dopo
Il Registro AEE è esplicito: l’iscrizione va fatta per via telematica, prima di iniziare a operare sul territorio italiano. Non è un adempimento da mettere in ordine a fine anno: viene prima della prima vendita.
La domanda si presenta alla Camera di commercio competente — quella dove l’impresa ha la sede legale, oppure, per i produttori esteri, quella dove ha sede il soggetto che li rappresenta in Italia.
Come si accede e quanto costa
Secondo la Camera di commercio di Torino, l’accesso a registroaee.it avviene con SPID oppure con firma digitale intestata al legale rappresentante o a un suo delegato.
I costi dell’iscrizione, sempre secondo la stessa fonte:
| Diritti di segreteria | 30,00 € |
| Imposta di bollo | 16,00 € |
| Tassa di concessione governativa | 168,00 € |
| Totale | 214,00 € |
Diritti di segreteria e bollo si pagano con IC Conto, carta di credito o PagoPA; la tassa di concessione governativa sul conto corrente 8003 intestato all’Agenzia delle Entrate.
La comunicazione annuale
L’iscrizione non esaurisce l’obbligo. Ogni anno va presentata la comunicazione delle apparecchiature immesse sul mercato nell’anno precedente.
La scadenza cambia di anno in anno. Per il 2026 la Camera di commercio di Torino indica il 3 luglio 2026. Prima di regolarti, verifica sempre il termine dell’anno in corso sul sito della tua Camera di commercio o su registroaee.it: è il tipo di data che viene spostata con provvedimenti dell’ultimo momento, e un’informazione vecchia trovata su un blog non ti mette al riparo.
Che cosa chiede Amazon
Amazon non si limita a consigliare la conformità: la verifica. Sulla pagina ufficiale dedicata alla responsabilità estesa del produttore si legge che «i venditori che immettono prodotti sul mercato italiano in qualità di produttori sono soggetti agli obblighi EPR nelle categorie principali oggi attive in Italia: imballaggi, apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), pile e accumulatori e tessili».
E, testualmente, che «il mancato rispetto degli obblighi EPR applicabili su Amazon Italia può comportare la disattivazione delle offerte non conformi».
Tradotto in pratica: l’inadempienza non produce una multa lontana nel tempo, produce l’offerta spenta. E un’offerta spenta su un ASIN che vendeva significa perdere posizionamento organico e storico di vendita, che poi va ricostruito.
Amazon mette anche a disposizione dei propri Servizi EPR: la stessa pagina indica che «i venditori che utilizzano i Servizi EPR su Amazon possono accedere a un supporto dedicato per il calcolo e il versamento degli eco-contributi direttamente tramite il proprio account».
Le scadenze di Amazon: se non dai il numero, paga lui e addebita a te
Questa è la parte che i venditori scoprono tardi, e costa. Nelle pagine di Seller Central dedicate ai requisiti EPR in Italia, Amazon indica che dal 15 novembre 2024 i requisiti si applicano anche alle vendite sui negozi online per i prodotti già soggetti a obblighi EPR in Italia.
E fissa due termini. Se non fornisci il numero di registrazione EPR entro quelle date, Amazon ti iscrive automaticamente al proprio servizio «Pagamento a tuo nome»: calcola e versa lui i contributi ambientali per le tue vendite, e poi addebita l’importo sul tuo account di vendita.
| Apparecchiature elettriche ed elettroniche | entro il 31 dicembre |
| Batterie, pneumatici, oli, polietilene, imballaggi | entro il 31 marzo |
Non è una sanzione, è peggio: è una spesa automatica che entra in conto economico senza che tu l’abbia decisa, e su cui non controlli il calcolo.
Due eccezioni che conviene conoscere
- Venditori con sede in Italia che vendono imballaggi: devono registrarsi da soli presso un’organizzazione competente. Per loro Amazon non offre il Pagamento a tuo nome e non chiede prova di conformità.
- Microimprese — meno di 10 dipendenti e fatturato o bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro — che vendono prodotti da imballaggio: sono esenti, ma devono fornire ogni anno il certificato della camera di commercio al Supporto ai partner di vendita.
Il numero di registrazione: formato, dove si inserisce, quanto ci vuole
Il numero di registrazione EPR per i RAEE ha un formato preciso: IT seguito da 14 cifre (per esempio IT12345678912345), e ne serve uno per partita IVA. Stesso formato per le batterie; per gli pneumatici sono 14-16 caratteri alfanumerici.
Si inserisce da Seller Central, in Stato dell’account → Conformità normativa → Invia le informazioni di conformità, nella sezione Gestisci conformità. L’esito arriva entro sette giorni lavorativi: lo stato passa a Approvato oppure a Rifiutato, in quest’ultimo caso con il motivo (numero non trovato, scaduto, nome del produttore non corrispondente o non valido).
Due avvertenze che evitano errori frequenti:
- I numeri EPR di altri Paesi UE non valgono in Italia. Amazon è esplicita: servono numeri di registrazione univoci per i prodotti venduti qui, anche se sei già registrato altrove.
- Per polietilene, imballaggi e oli Amazon segnala di non poter validare i numeri finché il registro nazionale italiano non sarà pubblico. Al momento valida solo RAEE, batterie e pneumatici.
Ogni quanto si dichiara
La frequenza dei report cambia per categoria. Secondo Seller Central:
| RAEE | annuale |
| Batterie | trimestrale, dal secondo semestre 2025 |
| Oli minerali | mensile |
| Imballaggi, pneumatici, polietilene, oli | trimestrale, dal secondo trimestre 2026 |
Gli obblighi di dichiarazione decorrono dal 1° gennaio 2026, con l’eccezione delle batterie, che partono da dicembre 2025.
La documentazione — numeri di registrazione, report delle vendite, pagamenti dei contributi, documenti di raccolta e riciclaggio, dichiarazioni dei fornitori — va conservata almeno cinque anni.
«Produttore» per l’EPR non vuol dire «chi fabbrica»
È la definizione che sorprende di più, e vale la pena leggerla come la scrive Amazon: ai fini EPR «il produttore non è necessariamente chi fabbrica il prodotto», ma chi vende per la prima volta in un dato paese un prodotto soggetto ai requisiti.
Sei quindi produttore se vendi o rivendi in Italia prodotti soggetti a EPR con il nome della tua azienda o il tuo marchio registrato e sei l’entità che li ha resi disponibili per la prima volta in Italia. Vale anche se la tua azienda non ha sede in Italia — e in quel caso potresti dover nominare un rappresentante autorizzato.
L’unico caso in cui non sei produttore è quello in cui rivendi in Italia, con il marchio del produttore italiano, prodotti che qualcun altro ha già reso disponibili per primo sul mercato.
Un’ultima cosa che pochi sanno: l’obbligo non dipende da chi spedisce. Amazon lo scrive chiaramente: la verifica di conformità riguarda tutti i venditori, sia che usino Logistica di Amazon sia che spediscano da soli.
Il ritiro dell’usato
Chi vende in Italia apparecchiature elettriche ed elettroniche, batterie, oli, pneumatici, polietilene o imballaggi può essere tenuto a offrire un servizio di ritiro gratuito dell’usato, oppure a esporre in vetrina una notifica che spieghi ai clienti come restituire o riparare i prodotti usati. Chi produce questi beni deve inoltre organizzare raccolta e riciclaggio, rispettare gli obiettivi di recupero e conservare la documentazione relativa.
Attenzione: RAEE è solo una delle quattro categorie
Il Registro AEE copre le apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ma le categorie EPR attive in Italia, come dice Amazon nella pagina citata sopra, sono quattro: imballaggi, RAEE, pile e accumulatori, tessili.
Significa che lo stesso prodotto può farti scattare più obblighi contemporaneamente. Un piccolo elettrodomestico con batteria inclusa, spedito in una scatola di cartone, tocca tre categorie su quattro. Fare la sola iscrizione al Registro AEE e considerare chiusa la partita è l’errore più comune che vediamo.
Checklist: cosa fare, in ordine
- Stabilisci se sei «produttore». Rileggi i quattro casi qui sopra. Se vendi con tuo marchio o vendi in Italia dall’estero, quasi certamente lo sei.
- Mappa le categorie EPR dei tuoi prodotti. Non solo RAEE: guarda anche imballaggio, batterie, tessili.
- Iscriviti prima di pubblicare l’offerta. Serve SPID o firma digitale del legale rappresentante; metti in conto 214,00 € di costi di iscrizione.
- Aderisci a un sistema per la gestione dei RAEE e conserva il numero di registrazione.
- Inserisci i numeri di registrazione in Seller Central per ogni categoria applicabile.
- Segna in calendario la comunicazione annuale e verifica ogni anno la scadenza aggiornata.
- Rifai il giro a ogni nuova categoria di prodotto che aggiungi a catalogo: gli obblighi seguono il prodotto, non l’account.
Domande frequenti
Vendo su Amazon.it ma la mia società è in Germania: devo iscrivermi al Registro AEE italiano?
Il Registro AEE include fra i produttori chi ha sede in un altro Stato UE e vende in Italia tramite comunicazione a distanza. La vendita su un marketplace rivolto al mercato italiano rientra in questa fattispecie.
Rivendo un prodotto già marchiato da un altro produttore: sono obbligato?
Il caso di rivendita con proprio marchio è escluso quando l’apparecchiatura reca il marchio originale del produttore. Se però il tuo marchio sostituisce o si aggiunge come marchio del prodotto, l’obbligo torna in capo a te.
Che cosa succede se Amazon non riceve il numero di registrazione?
La pagina ufficiale di Amazon dice che il mancato rispetto degli obblighi EPR può comportare la disattivazione delle offerte non conformi.
L’iscrizione basta una volta sola?
No. Oltre all’iscrizione c’è la comunicazione annuale delle apparecchiature immesse sul mercato, con scadenza fissata anno per anno.
Se preferisci non occupartene tu
La conformità EPR non è un lavoro creativo: è una sequenza di adempimenti che va fatta nell’ordine giusto e tenuta aggiornata. Chi vende su Amazon di solito la scopre nel momento peggiore, cioè quando l’offerta è già disattivata e il posizionamento sta scendendo.
Noi seguiamo questa parte per i venditori che gestiamo, insieme al resto della gestione dell’account. Se vuoi capire quali obblighi ricadono sul tuo catalogo, scrivici o guarda i nostri servizi per vendere su Amazon. Il primo confronto è gratuito e serve a capire se e come possiamo esserti utili.
Le informazioni di questa guida sono tratte dalle fonti ufficiali citate nel testo e sono aggiornate ad agosto 2026. Gli adempimenti e le scadenze possono cambiare: verifica sempre sul sito del Registro AEE, sulla tua Camera di commercio e sulle pagine ufficiali di Amazon prima di agire.
Sospensioni, performance, compliance: parlane subito con un esperto. La call di 30 minuti è gratuita.


























