Quanto costa vendere su Amazon nel 2026? La risposta onesta è che non esiste un numero solo: dipende da quanto pesa il tuo prodotto, da che categoria vendi e da quanto a lungo la merce resta ferma in magazzino. Quello che si può fare — e che facciamo in questo articolo — è metterti davanti tutte le voci di costo, una per una, con le cifre ufficiali di Amazon e tre esempi di calcolo completi.
Anticipiamo il risultato, perché è la parte che sorprende: prima ancora di contare quanto ti è costato il prodotto, fra commissione e spedizione Amazon si prende fra il 32% e il 44% del prezzo di vendita. E in fondo all’articolo c’è una novità del 2026 che quasi nessuno sta collegando ai propri conti: il dazio europeo sui piccoli pacchi e il contributo italiano di sdoganamento, che colpiscono soprattutto chi spedisce pezzo per pezzo da fuori Unione europea.
Le cifre di questo articolo provengono dalla scheda tariffe europea ufficiale di Amazon in vigore dal 1° luglio 2026 e dalla pagina sell.amazon.it/prezzi. Amazon aggiorna le tariffe con frequenza: usa i numeri qui sotto come esempi datati e verifica sempre sulla pagina ufficiale prima di fare i tuoi conti.
1. Il piano di vendita: 39 € al mese o 0,99 € a pezzo
È l’unica voce fissa, e la scelta è semplice:
- Piano Professionale — 39 € al mese (IVA esclusa), a prescindere da quanto vendi.
- Piano Individuale — 0,99 € per articolo venduto (IVA esclusa), senza canone.
Il punto di pareggio è a circa 40 pezzi al mese: sotto conviene l’Individuale, sopra il Professionale. Attenzione però che il piano Professionale non è solo un fatto di prezzo: senza di esso non hai accesso alla pubblicità, alle offerte, ai report e al Buy Box. Se vendi per lavoro, la scelta è obbligata a prescindere dai conti.
2. La commissione per segnalazione: la voce più pesante
Qui trovi gli esempi principali. La tabella completa per categoria, con gli scaglioni e il calcolo dell’aliquota effettiva, è nell’approfondimento sulle commissioni Amazon per categoria.
È la percentuale che Amazon trattiene su ogni vendita, calcolata sul prezzo totale pagato dal cliente (prodotto più spedizione, se la addebiti). Cambia per categoria e, in diverse categorie, cambia anche in base alla fascia di prezzo.
Qualche esempio dalle tariffe ufficiali per l’Italia:
| Categoria | Commissione |
|---|---|
| Abbigliamento e accessori | 5% fino a 15 € · 10% fra 15 e 20 € · 15% oltre 20 € |
| Computer | 7% |
| Elettronica di consumo | 7% |
| Forniture elettriche e per l’energia commerciale | 12% |
| Accessori elettronici e per computer | 15% fino a 100 € · 8% sulla parte oltre i 100 € |
| Gran parte delle altre categorie | 15% |
Su quasi tutte le categorie c’è una commissione minima di 0,30 € per articolo: sui prodotti molto economici la percentuale conta meno del minimo.
Due dettagli che valgono soldi veri
Le soglie di prezzo. Nell’abbigliamento un articolo a 20,50 € paga il 15%, uno a 19,90 € paga il 10%. Sono 60 centesimi di differenza di prezzo che ne valgono più di uno di commissione. Se hai prodotti appena sopra una soglia, quella è la prima cosa da guardare.
Le commissioni a scaglioni. Sull’abbigliamento Prime sopra i 45 € Amazon applica il 15% fino a 45 € e solo il 7% sulla parte eccedente. Lo stesso meccanismo esiste sugli accessori elettronici oltre i 100 €. Sui prodotti di fascia alta cambia i conti in meglio, ed è una cosa che moltissimi venditori non sanno.
3. Le tariffe di Logistica di Amazon (FBA)
Qui trovi la sintesi delle voci di costo. Se vuoi il quadro completo di come funziona la Logistica di Amazon, comprese le regole sui rimborsi quando la merce viene smarrita o danneggiata, l’approfondimento è nella guida ad Amazon FBA.
Se usi FBA, paghi una tariffa per unità che dipende da dimensioni e peso, non dal prezzo. Ecco le tariffe italiane in vigore dal 1° luglio 2026 per i formati più comuni:
| Formato | Peso | Italia |
|---|---|---|
| Busta leggera (≤ 33×23×2,5 cm) | ≤ 20 g | 3,23 € |
| Busta standard | ≤ 210 g | 3,45 € |
| Busta grande (≤ 33×23×4 cm) | ≤ 960 g | 3,94 € |
| Pacco piccolo (≤ 35×25×12 cm) | ≤ 900 g | 4,95 € |
| Pacco standard (≤ 45×34×26 cm) | ≤ 900 g | 5,15 € |
| Pacco standard | ≤ 1,9 kg | 5,29 € |
| Pacco standard | ≤ 11,9 kg | 6,25 € |
Qui si nasconde il risparmio più facile e più ignorato: le tariffe funzionano a scaglioni. Un prodotto che sfora di un millimetro o di dieci grammi la soglia superiore salta di fascia e ti costa di più per sempre, su ogni singola unità spedita. Un imballo ripensato può valere decine di centesimi a pezzo — che su qualche migliaio di unità l’anno diventano cifre serie.
4. Lo stoccaggio: la voce che esplode nel Q4
Ogni mese paghi per il volume che occupi nei magazzini Amazon. E c’è una cosa che va messa a budget prima di fare scorta per Natale:
| Tipo di prodotto | gennaio-settembre | ottobre-dicembre |
|---|---|---|
| Dimensioni standard (gran parte delle categorie) | 27,54 €/m³ | 52,20 €/m³ |
| Abbigliamento, occhiali, calzature, zaini e borse | 19,99 €/m³ | 29,23 €/m³ |
| Fuori misura | 21,78 €/m³ | 34,49 €/m³ |
Da ottobre a dicembre lo stoccaggio quasi raddoppia. Chi riempie il magazzino a settembre per il Black Friday e poi resta con l’invenduto a gennaio, paga il picco su merce che non ha venduto.
E non finisce qui: oltre alla tariffa base c’è un supplemento sull’utilizzo dello stoccaggio, calcolato sul rapporto fra la giacenza media e quanto hai effettivamente spedito nelle ultime 13 settimane. Tradotto: chi tiene fermo l’invenduto lo paga due volte, una in tariffa base e una in supplemento.
5. Le voci che quasi nessuno mette nel conto
- I resi. Su un reso non recuperi la commissione: Amazon ne trattiene una parte come commissione di gestione rimborsi, pari al minore fra 5 € e il 20% della commissione applicata. Più il prodotto che torna indietro e spesso non è più vendibile come nuovo.
- La pubblicità. Non è una voce opzionale: su categorie affollate senza Sponsored Products non esisti. Va messa a bilancio come costo di vendita, non come extra.
- La rimozione o lo smaltimento dell’invenduto, quando decidi di liberare il magazzino.
- Il tuo tempo, che non compare in nessuna fattura ma è il costo più sottovalutato di tutti.
6. Tre esempi completi
Solo commissione e spedizione FBA, con le cifre ufficiali. Il costo del prodotto, lo stoccaggio, la pubblicità e i resi non sono ancora conteggiati.
| Prodotto | Prezzo | Commissione | FBA | Resta |
|---|---|---|---|---|
| Articolo per la casa, pacco standard ≤ 900 g | 25,00 € | −3,75 € (15%) | −5,15 € | 16,10 € — 64% |
| Maglietta, busta grande | 18,00 € | −1,80 € (10%) | −3,94 € | 12,26 € — 68% |
| Accessorio elettronico, busta standard | 12,00 € | −1,80 € (15%) | −3,45 € | 6,75 € — 56% |
Il terzo caso è quello che spiega perché tanti venditori lavorano in perdita senza accorgersene: sui prodotti sotto i 15 euro la spedizione pesa più della commissione, e quel che resta deve ancora coprire acquisto, magazzino, pubblicità e resi.
7. Cosa è cambiato nel 2026
Amazon ha annunciato una riduzione media di 0,17 € per unità venduta in Europa. Nel dettaglio, dal comunicato ufficiale:
- Dal 15 dicembre 2025 — Abbigliamento e accessori: dall’8% al 5% per articoli fino a 15 €, dal 15% al 10% fra 15 e 20 €. Tariffe FBA in calo di 0,32 € medi per unità.
- Dal 5 gennaio 2026 — Prodotti per la casa dal 15% all’8% fino a 20 €; alimenti per animali dal 15% al 5% fino a 10 €; alimentari, cura della casa e integratori dall’8% al 5% fino a 10 €. Tariffe per articoli a basso prezzo estese fino a 20 €, con una riduzione media di 0,45 € per unità.
- Aumenti mirati di 0,02 € per unità su stoccaggio mensile, resi e liquidazione.
Sono riduzioni reali, ma vanno lette per quello che sono: centesimi. E nello stesso anno è arrivato qualcosa che si muove nella direzione opposta, con un ordine di grandezza completamente diverso.
8. Dazio UE e contributo italiano sui piccoli pacchi: come funzionano davvero
Riguarda chi importa merce da fuori Unione Europea e la spedisce direttamente al cliente finale. È un tema su cui circolano cifre sbagliate, quindi qui usiamo solo il testo delle fonti ufficiali.
Il dazio europeo: 3 € per tipologia di articolo
Secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dal 1° luglio 2026 si applica «un dazio di 3€ per tipologia di articolo (item)» sulle spedizioni di merci vendute a distanza provenienti da Paesi terzi, con valore intrinseco complessivo non superiore a 150 € per spedizione. La misura è temporanea: dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028.
Attenzione a come si conta, perché è il punto in cui quasi tutti sbagliano: il calcolo si basa sulla tipologia di articolo, cioè sulla classificazione tariffaria, non sul numero di pezzi e non sul numero di colli. Gli esempi dell’Agenzia sono espliciti:
- 5 magliette → 3 €, perché è una sola tipologia di articolo;
- 1 maglietta + 1 orologio → 6 €, perché le tipologie sono due.
Il dazio è a carico del dichiarante doganale: venditore o importatore, titolare IOSS, utilizzatore di regimi speciali o rappresentante indiretto. Non del cliente finale.
Il contributo italiano: 2 € per spedizione
La Legge di Bilancio 2026, all’articolo 1 commi 126-129, ha istituito un contributo per le spese amministrative dello sdoganamento delle spedizioni di modico valore da Paesi terzi. Il testo del comma 127, ripreso dalla circolare 37/2025 dell’Agenzia delle Dogane, è netto: il contributo «è pari a 2 euro per ciascuna spedizione […] ed è riscosso dagli Uffici delle dogane all’atto dell’importazione definitiva delle merci».
Si applica alle spedizioni da Paesi non UE con valore dichiarato non superiore a 150 euro, ed è dovuto «per tutte le importazioni di valore dichiarato non superiore a 150 euro effettuate dal 1° gennaio 2026». Vale a prescindere dal tipo di transazione: business to consumer, business to business e persino fra privati.
Quanto pesa davvero, con i conti giusti
Le due misure si sommano, ma su basi diverse: il dazio europeo per tipologia di articolo, il contributo italiano per spedizione. Su una spedizione sotto i 150 € contenente un solo tipo di prodotto l’onere complessivo è quindi 3 € + 2 € = 5 € sulla spedizione.
| 1 pezzo in spedizione | 5 € su 1 pezzo → 5,00 € a pezzo |
| 10 pezzi identici in una spedizione | 5 € su 10 pezzi → 0,50 € a pezzo |
| Spedizione con 3 tipologie diverse | (3 × 3 €) + 2 € = 11 € sulla spedizione |
Il modello che soffre non è quindi l’importazione in sé: è il dropshipping pezzo per pezzo dall’estero, dove ogni singola unità viaggia come spedizione a sé e si porta dietro l’intero onere. Chi invece importa a lotti, sdogana una volta e stocca in Europa spalma quei costi su molti pezzi.
La contromisura è nota a chi lavora sui marketplace: portare la merce dentro l’Unione europea e stoccarla qui. Ma non è un adempimento burocratico: richiede importazione strutturata, magazzino, posizione fiscale in regola e conformità del prodotto. È una decisione di modello logistico, e va presa con i conti davanti.
9. Come si abbassano davvero i costi
Riassumendo le leve concrete, in ordine di quanto rendono rispetto alla fatica:
- Guardare le soglie. Prezzi appena sopra una fascia di commissione e imballi appena sopra una fascia di peso sono soldi regalati su ogni singola unità.
- Ripensare l’imballo. Scendere di una fascia dimensionale abbassa la tariffa FBA per sempre.
- Non arrivare a ottobre con l’invenduto. Lo stoccaggio quasi raddoppia e il supplemento di utilizzo colpisce proprio chi ha merce ferma.
- Misurare la pubblicità sul margine, non sul ROAS. Un ROAS che sembra buono può nascondere una vendita in perdita, se il margine dopo commissione e FBA è sottile.
- Rivedere il modello di importazione alla luce del dazio, se compri da fuori UE.
Sono tutte cose che si possono fare da soli. Il punto è che vanno fatte sui numeri veri del proprio account, prodotto per prodotto: è lì che si scopre quale referenza sta lavorando in perdita e da quanto tempo.
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Domande frequenti
Quanto costa aprire un account venditore su Amazon?
Aprire l’account non costa nulla. I costi partono quando vendi: 39 € al mese con il piano Professionale, oppure 0,99 € per articolo venduto con il piano Individuale, più la commissione per segnalazione sulla categoria.
Conviene di più FBA o spedire in proprio?
Dipende dal peso e dalla rotazione. FBA costa da circa 3,20 € a oltre 6 € per unità in Italia, ma include spedizione, resi e assistenza clienti, e dà accesso a Prime. Su prodotti leggeri e a rotazione veloce quasi sempre conviene; su prodotti pesanti, voluminosi o lenti il conto va rifatto caso per caso, tenendo dentro lo stoccaggio.
Amazon ha aumentato o abbassato le commissioni nel 2026?
Le ha abbassate, di 0,17 € medi per unità venduta in Europa, con riduzioni concentrate su abbigliamento, casa, alimentari e prodotti per animali sotto certe soglie di prezzo. Sono però aumentate le voci su stoccaggio, resi e liquidazione di 0,02 € per unità.
Il dazio UE di 3 euro lo paga il cliente?
No. Ricade su piattaforma, venditore o corriere, cioè sulla catena di importazione. Per il venditore è un costo che erode il margine, non un importo da addebitare in fattura al cliente.
Quanto si guadagna davvero vendendo su Amazon?
Sui nostri esempi, dopo commissione e spedizione FBA restano fra il 56% e il 68% del prezzo di vendita — e da lì devi ancora pagare il prodotto, lo stoccaggio, la pubblicità e i resi. È il motivo per cui il margine va calcolato per singola referenza e non sul fatturato complessivo: sono quasi sempre poche referenze a reggere il conto economico, e alcune a peggiorarlo.
Se dopo aver visto i numeri la domanda diventa un’altra — cioè se il canale valga la pena per il tuo prodotto — l’abbiamo affrontata qui: conviene vendere su Amazon?
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