Su Amazon esistono due modi completamente diversi di stare sullo scaffale. Uno lo conoscono tutti: apri un account venditore e vendi tu, direttamente al cliente. L’altro è Vendor, e funziona al contrario: vendi ad Amazon, che compra la tua merce e la rivende per conto proprio.

È la differenza fra quello che nel gergo del settore si chiama 3P (terza parte, il marketplace) e 1P (prima parte, il fornitore). Cambia tutto: chi decide il prezzo, chi possiede lo stock, chi parla con il cliente e, soprattutto, chi si prende il margine.

Che cos’è Vendor Central

Vendor Central è il portale attraverso cui un fornitore gestisce il rapporto commerciale con Amazon: vendorcentral.amazon.it. È un ambiente separato da Seller Central, con logiche e strumenti propri.

Il meccanismo, in sintesi: Amazon emette ordini di acquisto, tu li confermi e consegni la merce, Amazon la paga secondo le condizioni concordate e poi la vende ai clienti finali al prezzo che decide lei. Sulla scheda prodotto compare «venduto e spedito da Amazon».

Non ci si iscrive a Vendor: si viene invitati. A differenza dell’account venditore, che chiunque può aprire, il programma è riservato a marchi e produttori selezionati da Amazon. Questo è anche il motivo per cui la documentazione operativa è accessibile solo dopo l’invito: se stai cercando le condizioni di dettaglio senza avere un account, non le troverai pubblicate.

Vendor e Seller a confronto

Vendor (1P)Seller (3P)
Chi vende al clienteAmazontu
Chi decide il prezzo al pubblicoAmazontu
Di chi è lo stockdi Amazon, dopo l’acquistotuo, anche se è in un centro logistico
Come si accedesolo su invitoregistrazione aperta
Come si guadagnamargine all’ingrosso sul prezzo di cessioneprezzo al pubblico meno commissioni e logistica
Rapporto con il clientenessuno: è di Amazontuo, comprese assistenza e resi

Che cosa si guadagna passando a Vendor

  • Volumi in ordini singoli. Amazon compra a lotti: la previsione di vendita diventa un ordine di acquisto, e la produzione si programma su quello.
  • Meno operatività quotidiana. Niente gestione di spedizioni al cliente finale, resi, assistenza, dispute.
  • Il badge «venduto da Amazon», che su alcune categorie incide sulla fiducia dell’acquirente.
  • Un interlocutore commerciale invece di un pannello: il rapporto passa da procedure a negoziazione.

Che cosa si perde, e conviene sapere prima

Questa parte, nella nostra esperienza di gestione di account Seller e Vendor, è quella che sorprende chi arriva dal marketplace.

  • Il controllo del prezzo al pubblico. Una volta ceduta la merce, il prezzo lo fa Amazon. Se lo abbassa, il tuo posizionamento di marca sugli altri canali ne risente — e non hai leve dirette per impedirlo.
  • La marginalità. Si passa dal margine al dettaglio a quello all’ingrosso: il conto va rifatto da zero, non adattato.
  • Le deduzioni in fattura. Il fatturato lordo concordato e quello effettivamente incassato divergono per una serie di contributi contrattuali che si sommano fra loro — li vediamo uno per uno più avanti. È la voce che più spesso viene sottovalutata in fase di trattativa.
  • La dipendenza da un solo cliente. Se Amazon riduce o interrompe gli ordini, non hai un canale diretto già avviato su cui appoggiarti.
  • I dati. Il cliente finale è di Amazon: quello che sai di lui è quello che Amazon decide di mostrarti.

Come è fatto davvero un accordo Vendor

Questa è la parte che non trovi spiegata da nessuna parte, perché i contratti non sono pubblici: si vedono solo dentro Vendor Central, e si accettano con un clic sul pulsante «accept». Quello che segue viene dagli accordi che gestiamo per i nostri clienti, riportato nella sua forma standard e senza dati riservati.

Il rapporto non è un unico contratto: è una collezione di accordi separati, ciascuno con un proprio numero, che si sommano. I tipi ricorrenti sono:

  • Base Accrual — il contributo di base sul fatturato;
  • Damage Allowance — contributo a copertura della merce danneggiata, così Amazon non ti rimanda indietro i pezzi rovinati;
  • Internal Freight Allowance — contributo sul trasporto interno alla rete Amazon;
  • Co-op Activities e MDF/Coop — fondi per lo sviluppo commerciale e le attività di marketing concordate;
  • gestione resi — contributo sulla gestione dei resi dei clienti;
  • accordi promozionali: coupon a carico del fornitore, campagne promozionali flessibili, marketing automatizzato;
  • accordi su stock invenduto, con deduzioni sulle giacenze non vendute entro un certo termine.

Ognuno è una percentuale che si negozia, e ognuno riduce l’incasso reale rispetto al prezzo di cessione nominale. È il motivo per cui il fatturato Vendor concordato e quello che arriva in banca non coincidono quasi mai: la differenza sono questi accordi, sommati.

Tre clausole che conviene conoscere prima di firmare

Nella forma standard di questi accordi ricorrono tre elementi che pesano più di quanto sembri:

  1. La controparte è Amazon EU Sàrl, non la filiale italiana. È un rapporto commerciale con l’entità lussemburghese del gruppo.
  2. Il rinnovo è automatico. L’accordo ha un termine iniziale, di norma annuale, e poi si rinnova da solo per periodi di 12 mesi alle stesse condizioni, salvo un nuovo accordo scritto. Non scade: prosegue.
  3. Per uscirne serve preavviso scritto di almeno 60 giorni. Se te ne accorgi a dicembre che una percentuale non è più sostenibile, è tardi: sei già dentro l’anno successivo.

Il modo corretto di gestirli è quindi metterli tutti in un unico prospetto, con percentuale, decorrenza e data limite per il preavviso, e rivederlo almeno tre mesi prima della scadenza annuale. È esattamente quello che facciamo per i marchi che seguiamo, e nella maggior parte dei casi nessuno lo aveva mai fatto prima.

Si possono tenere tutti e due?

Sì, ed è la configurazione che vediamo più spesso nei marchi strutturati: una parte del catalogo in Vendor, tipicamente le referenze ad alta rotazione, e una parte in Seller, dove serve controllo su prezzo, lancio e assortimento.

Il modello ibrido però non è gratis: richiede regole chiare su quali ASIN stanno dove, perché lo stesso prodotto venduto contemporaneamente da te e da Amazon genera concorrenza interna sulla stessa scheda. È una decisione di assortimento, non un dettaglio tecnico.

Come si valuta se conviene

La domanda non si risolve con un’opinione, si risolve con due conti messi vicini:

  1. Il margine per unità in Seller, al netto di commissione, logistica e pubblicità. Puoi calcolarlo con il nostro calcolatore commissioni e margine, e trovi tutte le voci in quanto costa vendere su Amazon.
  2. Il margine per unità in Vendor, cioè il prezzo di cessione meno i tuoi costi, al netto di contributi e deduzioni previste dall’accordo.

Se il secondo numero è più basso ma il primo richiede una struttura operativa che non hai, Vendor può avere senso lo stesso. Se sono simili, di solito vince Seller, perché ti lascia il controllo. E se il primo è nettamente più alto, la domanda diventa un’altra: perché stare in Vendor?

È esattamente il percorso inverso, quello che abbiamo raccontato in passare da Vendor a Seller.

Domande frequenti

Come si ottiene un account Vendor Central?
Non si richiede: si riceve un invito da Amazon. Non esiste una procedura di iscrizione aperta come per l’account venditore.

Posso avere Vendor Central e Seller Central insieme?
Sì, sono due ambienti separati e molti marchi li usano entrambi. Va però deciso a monte quali prodotti stanno su quale canale.

In Vendor pago le commissioni di segnalazione?
No: in Vendor non vendi al cliente finale, quindi non c’è la commissione del marketplace. Il tuo margine è la differenza fra il prezzo di cessione ad Amazon e i tuoi costi, al netto di quanto previsto dall’accordo commerciale.

Dove trovo le condizioni operative di Vendor?
Dentro Vendor Central, dopo l’invito. Non sono pubblicate: è la ragione per cui su questo tema circolano molte informazioni di seconda mano.

Se stai valutando il passaggio

Vendor e Seller non sono un meglio e un peggio: sono due modelli di business con conti diversi. La scelta sbagliata non si vede subito — si vede fra sei mesi, quando il margine non torna o quando il prezzo al pubblico è sceso sotto la soglia che tenevi sugli altri canali.

Gestiamo account Seller e Vendor dal 2008. Se vuoi mettere i due conti uno accanto all’altro sul tuo catalogo vero, scrivici: la prima call di 30 minuti è gratuita e serve a capire se possiamo esserti utili.

Nota sulle fonti: i portali citati sono quelli ufficiali di Amazon. Le condizioni economiche e operative del programma Vendor non sono pubbliche e vengono comunicate da Amazon ai fornitori invitati: le considerazioni su margini, deduzioni e controllo del prezzo derivano dalla nostra esperienza di gestione, non da documentazione pubblicata. Verifica sempre le condizioni del tuo specifico accordo.

Stai valutando la strategia giusta per il tuo brand?

Confrontiamoci: una call gratuita di 30 minuti per capire se e come possiamo aiutarti.

Scritto daLuca CarboniFondatore di Marche Web Marketing

Luca Carboni è fondatore di Marche Web Marketing, agenzia certificata Amazon SPN che dal 2008 gestisce account Seller e Vendor per PMI e brand in Italia e in Europa. È coautore de "Il Codice Amazon", manuale su contratto, sospensioni, Piano d'Azione e conformità. Certificato Amazon…