Se il dipartimento delle performance ti ha scritto che l’account è disattivato per correlazione, la notifica che hai ricevuto suona quasi sempre così:
«Abbiamo riscontrato che il tuo account è correlato a un account che non può essere utilizzato per le vendite sul nostro sito. Per tale motivo, non potrai più effettuare vendite su Amazon.it.»
È una frase che non spiega niente: non dice quale sia l’altro account, né quale dato vi collega. Il lavoro, da qui in avanti, è capirlo tu prima di scrivere ad Amazon — perché un ricorso che non nomina la causa viene respinto senza nemmeno essere letto.

Che cosa fa scattare una correlazione fra account
Ad Amazon basta un solo dato in comune fra due account per collegarli. Nei casi che vediamo, il dato è quasi sempre uno di questi:
- hai aperto un secondo account per continuare a vendere dopo un blocco;
- un tuo dato personale compare su un altro account: numero di cellulare, documento d’identità, indirizzo email, carta di credito, coordinate bancarie;
- hai un vecchio account Amazon rimasto aperto e dimenticato;
- accedi da una connessione usata anche da un altro venditore — capita fra soci, in coworking, in famiglia;
- un’agenzia o un conoscente gestisce il tuo account dallo stesso computer da cui ne gestisce altri.
Una cosa che spaventa molti e non è vera: avere un account acquirente e un account venditore intestati a te non genera correlazione. Amazon distingue i due mondi.
Un dato in comune — un numero di telefono, una carta, un indirizzo IP — basta ad Amazon per collegare due account. Raccontaci cosa condividono i tuoi: capiamo insieme il rischio reale.
E se l’altro account non è mio?
Succede, ed è il caso in cui vale la pena muoversi subito. Le strade sono due, e cambiano a seconda della tua storia con quell’account.
- L’account era tuo, ma non lo è più. Apri una contestazione dal modulo di notifica delle performance e allega i documenti che provano il passaggio: atto di vendita, contratto di acquisto o di trasferimento d’azienda, risoluzione del contratto. Serve carta, non una spiegazione.
- Non è mai stato tuo. Sempre dallo stesso modulo, dichiara che quell’account non ti appartiene. Amazon avverte esplicitamente che, se non riesce a confermare quanto dichiari, l’account non viene ripristinato e non potrà più vendere in futuro: è il motivo per cui questa strada si imbocca solo se hai qualcosa da mostrare.
Che cosa succede ai soldi che hai sul conto
È la domanda che arriva per prima, e la risposta la dà la notifica stessa che hai ricevuto — quella qui sopra. Amazon scrive che i fondi restano disponibili dopo la detrazione di eventuali reclami dalla A alla Z e dei chargeback, e che di norma servono circa 90 giorni, ma che possono essere trattenuti più a lungo. Per le domande su saldo e pagamenti indica un indirizzo dedicato, revisione-pagamenti@amazon.it, e il saldo lo vedi comunque nella sezione Pagamenti di Seller Central.
C’è però una condizione che la notifica non mette in evidenza: se Amazon apre un’istruttoria separata sull’account e rileva attività ingannevoli o fraudolente, abusi dei suoi sistemi o violazioni ripetute delle policy, può trattenere in tutto o in parte le somme. I 90 giorni non sono quindi un’attesa passiva.
Detto in chiaro: i 90 giorni non sono una formalità da aspettare in silenzio. Sono il tempo in cui conviene aver già sistemato la posizione, perché la richiesta di fondi apre un secondo esame.
Come si scrive il ricorso per correlazione
Il Piano d’Azione è l’unico canale con cui il dipartimento delle performance ti ascolta. Si scrive in tre parti, e l’ordine non è decorativo: Amazon cerca proprio quelle tre risposte, in quella sequenza.
1. Che cosa è successo. Nomina la causa della correlazione, non girarci intorno: quale dato era in comune, con quale account, da quando. Se scrivi «non so perché sia successo», il ricorso è già finito.
2. Che cosa hai fatto. Le azioni già eseguite, non quelle che hai in programma: hai cambiato la carta, separato la connessione, chiuso il vecchio account, tolto l’accesso all’agenzia. Con le date.
3. Che cosa farai perché non riaccada. I controlli permanenti, non le buone intenzioni. Qui aiuta citare le sezioni delle condizioni di vendita e del codice di comportamento del venditore che hai riletto.
Si chiude chiedendo la riattivazione. Una riga, senza insistere.
I tre passaggi — cosa è successo, cosa hai fatto, cosa farai perché non riaccada — vanno scritti sui fatti reali del tuo caso, non su un modello generico. Scrivici i dettagli.
Un errore che vediamo spesso
Chi riceve una notifica di correlazione tende a rispondere in giornata, per paura di perdere tempo. È il contrario di quello che serve: il primo ricorso è quello che conta di più, perché Amazon legge anche quello che hai scritto prima. Meglio due giorni in più per raccogliere le prove che un ricorso mandato subito e respinto.
Se il tuo caso è una sospensione ma non una correlazione, la strada è diversa: la trovi in come si riattiva un account Amazon sospeso.
Vuoi che il Piano d’Azione lo scriva chi lo fa ogni giorno? Guarda il servizio di riattivazione account Amazon, oppure scrivici il tuo caso.
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