Che cos’è un account venditore Amazon, e a chi serve
Un account venditore è quello che ti permette di mettere in vendita i tuoi prodotti su Amazon. Si gestisce da Seller Central, ed è una cosa diversa da tutte le altre che portano la parola «account».
Vale la pena chiarirlo subito, perché è l’equivoco più frequente:
- Account venditore (Seller Central): vendi tu, decidi tu il prezzo, incassi tu. È quello di cui parla questa guida.
- Amazon Business: è un account da compratore, per aziende che acquistano su Amazon con fattura e IVA detraibile. Se stai cercando questo, non ti serve niente di quello che segue.
- Vendor Central: qui Amazon compra da te all’ingrosso e rivende per conto suo. Non ci si registra: si entra solo su invito. Ne parliamo nella guida a Vendor Central, e in quella su perché conviene passare da Vendor a Seller.
Se vendi tu e vuoi controllare prezzo, scheda e margine, il posto giusto è l’account venditore.
Conviene davvero vendere su Amazon?
Dipende dal tuo margine, e si può calcolare prima di aprire qualsiasi cosa. I costi sono tre, e si sommano:
- la quota del piano: 39 € al mese IVA esclusa per il Professionale, oppure 0,99 € per articolo venduto con l’Individuale;
- la commissione per segnalazione, che va dal 5% al 15% del prezzo di vendita a seconda della categoria e della fascia di prezzo (tabella delle commissioni per categoria), con un minimo di 0,30 € ad articolo;
- la logistica, se usi Logistica di Amazon: spedizione per unità più stoccaggio, che va da 19,99 a 52,20 € per metro cubo al mese secondo stagione e categoria.
Un prodotto da 25 € in una categoria al 15% lascia ad Amazon 3,75 € di commissione prima ancora di aver pagato il prodotto, la spedizione e l’IVA. E l’IVA di quel conto non la scegli in fattura: la decide il codice fiscale che assegni al prodotto nella scheda. Se il tuo margine lordo è del 20%, quel prodotto su Amazon non regge.
Prima di decidere, fai il conto sul tuo articolo reale: il calcolatore delle commissioni Amazon ti dice quanto ti resta in tasca a fine giro.
Amazon conviene quando hai margine sopra il 35-40%, prodotti che si trovano già per nome, e la possibilità di rifornire in continuo. Conviene molto meno se vendi articoli molto pesanti a basso prezzo, se il tuo unico vantaggio è essere il più economico, o se non puoi reggere una rottura di stock.
Da quale marketplace conviene partire
Se sei un’azienda italiana, si parte da Amazon.it: è dove la tua lingua, la tua fatturazione e la tua logistica funzionano senza attriti. Aprire subito su cinque paesi moltiplica gli adempimenti, non le vendite.
I marketplace europei
Con un solo account venditore accedi ai marketplace europei — Italia, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Polonia — ma accedere non vuol dire essere pronti. Ogni paese in cui immagazzini merce fa scattare l’obbligo di identificazione IVA in quel paese, e ogni paese ha i suoi adempimenti su rifiuti e sicurezza prodotto.
Germania e Francia sono i due mercati grandi subito dopo l’Italia, ma sono anche quelli con i controlli documentali più rigidi: in Germania serve la registrazione LUCID per gli imballaggi, in Francia servono i codici EPR. Amazon blocca le inserzioni se mancano.
Prima di aprire un secondo paese, guarda che cosa ti serve davvero: registro AEE e responsabilità estesa del produttore e GPSR e marcatura CE.
I mercati fuori dall’Europa
Stati Uniti, Regno Unito, Emirati, Giappone. Sono account separati e mondi separati: il Regno Unito dopo la Brexit richiede la sua registrazione IVA e le sue pratiche doganali, gli Stati Uniti hanno le imposte sulle vendite stato per stato.
La regola pratica: non aprire un mercato extra-UE finché non hai un mercato europeo che cammina da solo. La complessità cresce più in fretta del fatturato.
Piano Individual o Professional: quale scegliere
La scelta si fa con una divisione. Il Professionale costa 39 € al mese; l’Individuale 0,99 € per articolo venduto. 39 diviso 0,99 fa circa 40: sotto i 40 articoli venduti al mese l’Individuale costa meno, sopra costa di più.
Ma la quota fissa non è tutta la storia, perché i due piani non offrono le stesse cose.
Quando conviene l’Individual
Ha senso se stai facendo una prova vera: pochi articoli, catalogo limitato, nessuna urgenza di crescere. Ti serve a capire se il tuo prodotto su Amazon si muove, spendendo solo quando vendi.
Sappi però che con l’Individuale non puoi fare pubblicità, non carichi il catalogo in blocco e non concorri alla Buy Box nelle stesse condizioni. È un piano per misurare, non per costruire.
Quando conviene il Professional
Serve dal primo giorno se hai più di una manciata di referenze, se vuoi usare Amazon Ads, se vendi in categorie che richiedono approvazione, o se hai intenzione di iscrivere il marchio a Brand Registry.
Nella pratica quasi tutti finiscono qui, e chi parte dall’Individuale ci passa entro i primi mesi. Se il tuo obiettivo è vendere sul serio, i 39 € al mese sono la voce meno importante del tuo conto economico.
Quali documenti servono per registrarsi
Questa è la parte dove si arena la maggior parte delle registrazioni, e quasi mai perché manca un documento: perché i documenti non combaciano fra loro.
Amazon chiede:
- un documento d’identità rilasciato dal governo, in corso di validità;
- una prova dell’indirizzo: estratto conto bancario oppure una bolletta di gas, acqua, luce, TV, internet o telefono;
- una carta di credito valida, con il codice CVV/CVC;
- le coordinate del conto corrente su cui riceverai i pagamenti.
Sull’estratto conto il requisito è preciso: deve riportare l’indirizzo dell’attività, mostrare dei movimenti ed essere stato emesso entro gli ultimi 180 giorni. Un estratto conto di un anno fa viene respinto anche se è perfettamente autentico.
Se ti registri come persona fisica
Serve la prova dell’indirizzo di residenza. Non ti viene chiesta documentazione dell’attività, né la prova di un rapporto con un’azienda.
Il nome sul documento, quello sull’estratto conto e quello sul conto corrente devono essere la stessa persona, scritta allo stesso modo.
Se ti registri come società
Oltre a quanto sopra servono:
- un documento ufficiale di un’autorità pubblica che riporti ragione sociale, numero di registrazione, attività svolte, sede legale, amministratori e stato corrente — in Italia, la visura camerale — oppure il certificato di attribuzione della partita IVA con data di emissione recente;
- la prova del rapporto fra chi si registra e l’azienda: contratto di lavoro, certificato di partecipazione societaria o lettera di autorizzazione;
- l’indirizzo della sede registrata, che deve coincidere con quello della visura.
Il controllo che fa cadere più pratiche è il confronto fra la ragione sociale della visura e quella scritta a mano nel modulo. «S.r.l.» contro «SRL», una virgola in più, un indirizzo con «Via» invece di «V.» sono sufficienti a far ripartire la verifica da capo.
Siamo partner dell'Amazon EU Agency Program per i lanci di nuovi venditori
Aprire l'account da soli o farsi segnalare: che cosa cambia davvero
fino a 47.250 €è il tetto del solo bonus sul marchio, che Amazon riconosce a un nuovo venditore nel primo anno — una volta sola, all'inizioIl pezzo grosso è il bonus sul marchio: 10% sui primi 45.000 € di vendite a marchio proprio, poi 5% fino a 900.000 €. Attorno ci sono crediti e sconti che pesano soprattutto nei primi mesi, quando il conto economico è tutto in uscita.
Quello che prendi comunque, anche registrandoti da solo
- 47.250 € di bonus sul marchio, il primo anno
- 12 mesi senza tariffe mensili di stoccaggio
- 180 € di crediti Vine — ma solo iscrivendo il marchio al Registro entro 6 mesi dalla prima pubblicazione
- 42 · 170 · 850 € di crediti Sponsored Products, a fronte di pari spesa
- 90 € + 180 € per spedizioni e Amazon Global Logistics, 45 € di coupon
- −20% sulla gestione multicanale, −53% sulla logistica se espandi in Unione Europea
Quello che hai solo se entri segnalato
- Onboarding prioritario: non entri dalla coda del supporto generico
- Un Partner Development Manager di Amazon dedicato al lancio
- Deal riservati ai nuovi seller, che non compaiono in Seller Central
- Conferma della segnalazione entro 48 ore: si perde qualche giorno, non qualche mese
- Qualcuno che tiene il conto delle scadenze mentre tu apri l'attività
⚠️ Perché le scadenze sono il vero problema. 6 mesi per iscrivere il marchio o i crediti Vine spariscono. Un anno per stoccaggio, spedizioni e coupon. E il bonus corre dal giorno in cui apri l'account, non da quando sei pronto a vendere: chi apre a gennaio e va a regime a settembre ha consumato tre quarti della finestra imparando come si carica un listino. Non c'è una proroga, e nessuno ti avvisa.
Come funziona la segnalazione: verifichiamo che il tuo progetto sia idoneo, compiliamo il modulo di referral di Amazon e la conferma arriva entro 48 ore. Al venditore non costa nulla.
Un'ultima cosa, perché è la domanda che ci farebbe chiunque: la segnalazione non ti vincola a lavorare con noi. Serve a farti entrare dalla porta giusta. Se poi l'account te lo gestisci da solo, l'onboarding prioritario e il referente Amazon restano tuoi lo stesso.
Fatti segnalare prima di aprire l'account
Cifre e condizioni ufficiali Amazon, verificate il 31 agosto 2026: sell.amazon.it/crescere e Amazon EU Agency Program. Amazon le aggiorna: l'ultima modifica è del 26 marzo 2026, che ha reso Regno Unito e Unione Europea due aree separate.
È il punto in cui si arena la maggior parte delle registrazioni: un documento che non combacia con la visura, un indirizzo diverso di una parola, un estratto conto troppo vecchio. Se sei fermo lì, guardiamo insieme che cosa Amazon non sta accettando.
Come funziona la registrazione, passo per passo
Amazon dichiara che «in molti casi potrai completare il processo in poche ore» e che la verifica dell’identità «di solito richiede tre giorni lavorativi o meno». Sono i tempi quando non c’è niente da chiarire: ogni incongruenza li allunga.
I passaggi ufficiali sono sette, in quest’ordine: scelta del piano, informazioni sull’attività, informazioni sul venditore, dati di fatturazione, informazioni su prodotti e sito, coordinate bancarie, verifica dell’identità.
1. Accesso e primi dati
Si parte da Seller Central. Usa un indirizzo email dedicato all’attività di vendita, non quello personale e non quello che usi per comprare su Amazon: un account cliente già esistente porta dentro uno storico che poi non si separa più.
Il paese di registrazione deve corrispondere alla tua reale situazione fiscale. Registrarsi in un paese diverso da quello di residenza fiscale è la premessa di una sospensione, non una scorciatoia.
2. Dati aziendali e fiscali
Qui si copia, non si scrive a memoria. Tieni aperta la visura e riporta carattere per carattere:
- ragione sociale: identica a quella del documento ufficiale;
- indirizzo legale: sarà quello di tutte le comunicazioni e delle verifiche successive;
- partita IVA e codice fiscale: un errore qui diventa un problema con l’Agenzia delle Entrate, non solo con Amazon.
3. Verifica dell’identità
Può avvenire per fotografia, videochiamata o caricamento di documenti. Carica file leggibili, interi e non tagliati: la foto storta di un documento è il motivo di rifiuto più banale e più diffuso.
Se la verifica viene respinta, non ricaricare lo stesso documento sperando in un esito diverso. Cerca la discrepanza: nove volte su dieci è un nome, un indirizzo o una data che non coincide fra due carte.
Come si configura il profilo venditore
Il profilo è la prima cosa che un cliente guarda quando esita. Configurarlo bene non richiede più di mezz’ora.
Il nome che vedono i clienti
Il nome del venditore compare accanto a ogni prodotto e nella pagina «Venduto da». Se hai un marchio, usa quello: creare riconoscibilità con un nome diverso dalla tua etichetta significa dividere in due la fiducia che costruisci.
Evita nomi generici, sigle e numeri. «MB Trade 2019» non dice niente a nessuno e non si ricorda.
Le politiche di reso e spedizione
Vanno scritte prima di ricevere il primo ordine, non dopo il primo reclamo. Devono dire in modo semplice entro quanto si può rendere, chi paga il reso e in quanti giorni spedisci.
Una politica scritta bene riduce i contatti dell’assistenza e i reclami dalla A alla Z, e i reclami sono la voce che pesa di più sullo stato del tuo account.
Come si pubblica il primo prodotto
Se il prodotto esiste già a catalogo, ti agganci alla scheda esistente e competi sull’offerta. Se non esiste, la crei tu — ed è il caso migliore, perché la scheda diventa tua.
Le parole chiave della scheda
Il motore interno di Amazon associa la tua scheda alle ricerche in base a titolo, punti elenco, descrizione e termini di ricerca nel back-end. Il titolo porta il peso maggiore: metti all’inizio la parola con cui il prodotto viene cercato davvero, non il nome commerciale che hai scelto tu.
Non ripetere la stessa parola dappertutto: i duplicati non contano due volte e ti mangiano caratteri. Il criterio, spiegato per esteso nella guida all’ottimizzazione della scheda prodotto, è coprire più modi di chiamare la stessa cosa.
Le immagini
L’immagine principale deve essere su fondo bianco, con il prodotto che occupa gran parte dell’inquadratura e nessuna scritta sopra. Le secondarie servono a rispondere alle domande prima che qualcuno le faccia: dimensioni con un riferimento, prodotto in uso, dettagli dei materiali, contenuto della confezione.
È l’investimento con il ritorno più immediato: si vede sul tasso di conversione nel giro di giorni, non di mesi.
FBA o FBM: chi spedisce i tuoi ordini
Con FBA mandi la merce nei magazzini Amazon e Amazon spedisce, gestisce i resi e l’assistenza. Con FBM spedisci tu dal tuo magazzino.
Che cosa ti dà FBA
Il prodotto diventa Prime, e questo pesa: molti clienti filtrano direttamente sui prodotti Prime. Ti dà anche più possibilità sulla Buy Box, e ti toglie di mezzo la gestione dei resi.
In cambio paghi una tariffa di spedizione per unità e lo stoccaggio, che d’autunno rincara: da 19,99 fino a 52,20 € per metro cubo al mese secondo la stagione e la categoria. La merce che resta ferma in magazzino costa, e più resta più costa. Sono le due voci che si sottovalutano più spesso: prima di spostare il catalogo in FBA, rifai il conto con la logistica dentro.
Quando conviene FBM
Quando il prodotto è voluminoso o pesante rispetto al suo prezzo, quando ruota lentamente, quando hai già una logistica tua che spedisce a costi bassi, o quando vendi articoli fragili o su misura.
Non è una scelta definitiva né esclusiva: si può tenere in FBA la parte del catalogo che gira e in FBM il resto. È anzi il modo più sensato di cominciare — FBM per capire quali articoli si muovono, FBA su quelli.
Dipende dal peso, dal margine e da quanto ruota il prodotto — non da quale dei due va di moda. Abbiamo gestito circa mille account e questa scelta l'abbiamo fatta parecchie volte: dicci che cosa vendi e ti diciamo da dove partiremmo.
IVA e metriche: che cosa ti chiede Amazon per restare aperto
Aprire l’account è la parte facile. Tenerlo aperto dipende da due cose: essere in regola e stare dentro le soglie.
L’IVA quando vendi in più paesi
Finché vendi in Italia con partita IVA italiana, la fiscalità è quella che già conosci. Cambia in due casi: quando immagazzini merce in un altro paese — e allora ti serve l’identificazione IVA in quel paese, subito — e quando superi la soglia unionale di 10.000 € di vendite a distanza verso consumatori di altri paesi UE, che porta al regime OSS.
Le due cose non si escludono: con il Paneuropeo la merce si sposta fra i magazzini di più paesi, e ognuno di quei paesi vuole la sua registrazione. È il motivo per cui il Paneuropeo non va acceso «per provare».
Le metriche che tengono aperto l’account
Amazon misura tre cose, e sono contrattuali:
- Tasso di ordini difettosi (ODR): deve restare sotto l’1%. Ci finiscono dentro i feedback negativi, i reclami dalla A alla Z e gli storni.
- Annullamenti prima della spedizione: sotto il 2,5%. È la metrica che punisce chi vende quello che non ha in magazzino.
- Spedizioni in ritardo: sotto il 4%, calcolate sugli ordini di un periodo di 10 o 30 giorni.
Su un venditore piccolo bastano pochissimi ordini per sforare: con 50 ordini al mese, due annullamenti sono già il 4% e sei fuori soglia. È il motivo per cui i conti sulle metriche vanno fatti sui numeri assoluti, non sulle percentuali.
Se l’account viene disattivato, la strada è il Piano d’Azione — e va scritto sulla causa vera, non su quella che sembra: ne parliamo in account bloccato o sospeso.
Che cosa fare dopo aver pubblicato
Un prodotto pubblicato e basta non vende: non ha storico di vendite, non ha recensioni, e il motore interno di Amazon non ha motivo di mostrarlo.
Le prime campagne pubblicitarie
Le prime settimane servono a raccogliere dati, non a essere efficienti. Si parte da una campagna automatica, che lascia scegliere le corrispondenze ad Amazon, e dopo due o tre settimane si guarda il rapporto dei termini di ricerca: le parole che hanno portato vendite si spostano in una campagna manuale, quelle che hanno solo speso si escludono.
Aspettarsi un ACoS basso al primo mese è il modo più rapido per spegnere tutto proprio quando i dati stavano diventando utili. Il metodo per intero sta nella guida alle campagne Amazon Ads.
Recensioni e feedback
Le recensioni riguardano il prodotto, il feedback riguarda te come venditore: sono due cose distinte e pesano su fronti diversi.
Non si comprano, non si scambiano e non si chiedono in cambio di sconti. Sono tutte pratiche che portano alla sospensione, e Amazon le individua. La strada regolare è la richiesta di recensione prevista dalla piattaforma, e per i prodotti nuovi il programma Amazon Vine.
In sintesi: da dove partire
- Prima di registrarti, fai il conto del margine sul tuo prodotto reale: 39 € al mese più la commissione, che va dal 5% al 15% secondo la categoria, più la logistica. Se non regge, non lo reggerà nemmeno con più volume.
- Prepara i documenti prima di aprire il modulo: documento, visura o certificato di partita IVA, estratto conto emesso da meno di 180 giorni, carta di credito con CVV, coordinate bancarie. Controlla che nomi e indirizzi coincidano su tutti.
- Parti dall’Italia e da un piano solo. I mercati esteri si aprono quando il primo cammina, non prima.
- Scegli la logistica per prodotto, non per principio: FBM per capire che cosa si muove, FBA su quello che gira.
- Tieni d’occhio le tre soglie — 1%, 2,5%, 4% — fin dal primo ordine: su volumi bassi si sfora con pochissimi errori.
Se sei fermo su un passaggio — la verifica che non passa, il paese in cui registrarti, la scelta della logistica — puoi scriverci: guardiamo la tua situazione e ti diciamo dove sta il blocco.
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